MODA VINTAGE: RISALTA FUORI LA COMPETENZA

di CRISTIANO GATTI – Oltre le consultazioni, i salti mortali, le conversioni a U, il vero fatto nuovo ed eclatante di questo sconquasso è un altro: non si parla d’altro che di ministri “competenti”. Improvvisamente, di colpo, torna di moda questa virtù vintage, che avevamo chiuso via nei bauli più blindati, vergognandoci anche solo all’idea di ritirarla fuori per qualche occasione. Roba da nascondere, per non essere subito additati e bullizzati.

Draghi è il più sfacciato di tutti, e con lui Mattarella: parlano spudoratamente di reclutare solo gente preparata, che sappia di cosa parla, avendoci magari dedicato quattro studi. Mode e tendenze sono improvvisamente sottosopra: buttata fuori dalla porta a calci nel sedere, la competenza rientra dalla finestra.

Sembra davvero ieri, quando la competenza era una colpa. Un brutto vizio di cui vergognarsi. Una macchia sul curriculum, magari pure sulla fedina penale. Viva l’uomo della caverna, vergine, ignaro, inconsapevole. Primitivo, dunque libero. Basta con le caste dei sapienti, di tutti i settori, di tutte le categorie. Meglio menti aperte, senza filtri e senza barriere, senza princìpi e senza teoremi, battute dai quattro venti. Allo stato brado.

Ci siamo così spupazzati per un lungo tempo il nuovo modello di democrazia post-moderna, la democrazia dell’ignoranza. E della pancia, e dell’istinto, e delle emozioni: di tutto, fuorchè della competenza. Gente che esultava: finalmente il trionfo della vera democrazia, in cui tutti siamo veramente uguali, uno vale uno, non importa se siamo tutti uguali là in basso, tra le tenebre. Meglio ruspanti e genuini, piuttosto che preparati e studiosi. Questa aristocrazia che studia ha sempre dei dubbi, ci serve una guida decisa, di carattere, con vere certezze.

Non c’è bisogno di spendere molte parole sui risultati.

Conviene saltare direttamente a questo inatteso revival, come a un certo punto sono misteriosamente tornati fuori i vinile e la 500. Bentornata competenza. Prima ancora di chiederci se servirà, forse faremmo meglio a chiederci quanto durerà.

Una risposta a “MODA VINTAGE: RISALTA FUORI LA COMPETENZA”

  1. Sul “bentornata competenza” piena condivisione.
    Ci mancherebbe che si rimpiangesse l’ignoranza e la spudorata supponenza della nuova , ed imperante, fauna politica.
    Non posso dire “classe”, mi si rivolta lo stomaco.
    Basti dire che tale GRILLO, che sapevo essere comico mordace , è assurto ad ideale di reggitore delle sorti del Paese.
    Come se a RIDOLINI si fosse assegnata una cattedra universitaria in astrofisica, con tanto di Nobel poi.
    Ora pare che il citato tizio barbuto , che urlando fa spesso del paradosso e del sarcasmo gli sconsolanti strumenti del suo (limitato) sapere , ponga …condizioni al prof. Mario DRAGHI per sostenerne le funzioni e responsabilità nella formazione di un Governo decente per questo sgangherato Paese.
    Seminando vento , questo padre genovese della Patria si meriterebbe solo la tempesta di un sonoro e risoluto VAFFA…
    Ma reputo il Presidente del Consiglio incaricato un signore , che non può emulare un “ignorante” (nel senso etimologico del termine , eh !) .
    Al suo posto, scusandomi per la presunzione , invito volentieri io il Grillo di turno, e tutti i suoi adepti od allievi, ad andare AFFA…..
    Se possibile, restandoci .
    Cordialmente, con stima caro dott. Gatti.
    Fiorenzo Alessi

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