MILANO BY-NIGHT, CAPITALE AMORALE D’ITALIA

Arrivano segnali, difficile farne un fascio e inveire alla cieca, ma arrivano. Arrivano, ma non è che non ci fossero prima, ci sono sempre stati. Solo, le cronache a volte seguono solo gli ubimaior.

Parlo di Milano, Milano e provincia in realtà. Sulla bocca di tutti, giustamente, sono le violenze di piazza Duomo la notte di San Silvestro,a quelle povere ragazzine. Se anche volessi sottolineare che non avrebbero dovuto permettere alcun assembramento, ammesso che fosse possibile, poco cambia la sostanza.

Milano e la provincia di Milano hanno il record delle denunce in Italia. Furti e rapine in particolare, ma anche aggressioni. È un destino affine alle grandi metropoli in realtà, ma, nella percezione comune, Milano dopo l’Expo ha beneficiato di un racconto che sembrava lanciarla nella terra di bengodi, benessere dietro l’angolo e una rampa di lancio sempre pronta per lo spot che serve. Milano da bere, Milano da divorare.

Milano rimane la locomotiva d’Italia e il sindaco Sala avrà pure i suoi meriti, ma una patina di corrusca vernice alla lunga non riesce a nascondere che in certe zone, in certi parchi, in certi vicoli si vive e si transita nel terrore. Si possono evitare, certo, ma è la cura?

L’ultima viene dagli studenti dell’Università Bocconi. Dopo le lezioni o lo studio in biblioteca, quelli che di sera si incamminano verso le residenze degli studenti attraversando il parco Ravizza lamentano continue aggressioni e furti. Parco Ravizza significa un paio di chilometri da piazza Duomo, per intenderci, non la sperduta periferia, e se pure è pacifico che nemmeno la sperduta periferia dovrebbe essere in balia del crimine, sempre più insistentemente le molestie e i reati accadono anche sotto la finestra del salotto buono, quello delle giacche belle, firmate e col tricolore quando serve, quello delle vetrine e dei belletti.

L’Università, su richiesta degli studenti, dalle 18 fino alla mezzanotte e mezza, organizza così un piedibus (o pedibus), quel bruco umano che molte scuole elementari e medie hanno organizzato in tutta Italia come modo ecologico e istruttivo per recarsi a scuola. Con i bambini c’è un adulto che guida, per così dire, e sorveglia: con gli studenti uno o più addetti che aggregano e, a loro volta, sorvegliano.

In verità, andrebbe detto che mentre gli studenti rivendicano l’iniziativa come effetto delle loro richieste, l’Università nega, dice che il pedibus <<vuole favorire la socializzazione e la conoscenza del territorio e diffondere la cultura della mobilità sostenibile. Obiettivo della Bocconi è assicurare servizi di elevato standard alla sua comunità in collaborazione con tutte le istituzioni e gli operatori coinvolti>>.

Maligna, sopraggiunge la sensazione che l’Ateneo non voglia urtare le istituzioni appunto, sottolineando un degrado e una mancanza di attenzione.

L’ultima viene dagli studenti della Bocconi, sì, ma di fatto è già la penultima o forse la terzultima, prima che riesca a terminare la frase. A conferma dell’alta pressione, del cielo sereno e della gradevole brezza, arriva la notizia del vigile disarmato e pestato sui Navigli da giovani vandali, che proprio la pattuglia dei vigili, in incognito, stava tenendo d’occhio dopo la segnalazione di qualche residente per vandalismi vari. Giovani, giovanissimi senza paura e pure senza macchia secondo il loro punto di vista, punto di vista puntualmente filmato e postato con vanto e orgoglio.

Comunque sia, segnali si diceva. Uno dice, puoi sempre evitare di transitare per il parco, no? Giusto. L’altro però ribatte, posso evitare, certo, ma è normale che non si riesca a sradicare il crimine dove pure è circostanziato in termini spaziali? Ed è normale che non possa fare il cavolo di strada che mi va di fare?

Si dirà poi che è così ovunque, in qualsiasi metropoli e pure in qualsiasi città a dire il vero. Ma si può anche dire che va bene tutto, non la rassegnazione.

In più, è un fatto che la criminalità nelle città stia mutando, sempre più prede delle bande di algidi e spietati giovanissimi, con grado di empatia zero, con grado di rispetto zero, con grado di cultura umana e sociale zero.

Ma come per la grande maggioranza delle magagne di questi tempi, si finirà col dare la colpa all’alibi perfetto, si finirà col dare la colpa al Covid. Disagio da Covid. Come se prima fosse così meglio.

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