MI SA MA QUEI “MAESTRI” SERVONO PIU’ AI GENITORI

di ELEONORA BALLISTA – Edoardo Camurri, promosso persino da Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”, si dimostra l’insegnante perfetto per condurre “Maestri”, una proposta di 88 lezioni su tutti gli argomenti scolastici in onda quotidianamente su Rai3 e Rai Storia.

Confermo il giudizio di Grasso, Camurri è bravissimo, per nulla noioso. Ma gli studenti che sono i diretti interessati che ne pensano? Gli unici due esempi di adolescenti che ho a disposizione per provare a dare una risposta, le mie figlie teenagers, non vogliono nemmeno provare ad ascoltare anche una sola delle lezioni Rai. Ma perché? Mi permetto di chiedere. Risposta: “Perché siamo a scuola già tutte le mattine, per di più davanti ad uno schermo, dobbiamo starci anche di pomeriggio?”. Ribatto: “Ma magari a qualcuno dei vostri amici, chissà magari più di qualcuno, l’iniziativa piace e seguono”. Risposta: “No, fidati. Nessuno ha voglia di una lezione di filosofia di pomeriggio”.

Ovviamente non sapremo mai dove sta la verità, ma ho la sensazione che in effetti non siano molti gli studenti che mettono un reminder sul cellulare per non perdere la puntata giornaliera della trasmissione di Camurri. Ed è un peccato certo, ma che sia tale lo capiscono meglio i genitori che non sono più vessati da compiti in classe e interrogazioni, che non hanno più l’ansia del voto, e possono ascoltare soltanto con piacere l’approfondimento sui “Promessi Sposi” (qualcuno so per certo che il romanzo lo ha anche riletto di recente).

Certe cose, didattica a distanza o in presenza, non cambiano mai: il pomeriggio passato sul libro di storia prima di una verifica o la sfilza di esercizi di matematica per allenare il ragionamento (io personalmente ne ho ancora il terrore a trent’anni di distanza), somministrati a 14/15 anni restano un peso e se ne coglie la bellezza soltanto in età matura.

E allora “Maestri”? Trasmissione da promuovere o bocciare? Mah, io la promuoverei comunque. Perché può anche darsi che l’idea del Camurri/Manzi non intercetti gran parte della platea adolescenziale, ma riuscirà forse a erudire, o a riallineare, una parte di genitori che, in qualche modo, saranno più pronti per aiutare i propri figli nella preparazione di verifiche e interrogazioni. Una buona chance più che altro per mamme e papà (più mamme che papà, diciamolo, perché sono le signore le prime incaricate dell’aiuto scolastico), per ripassare e magari fare bella figura. I figli giudicano più dei Maestri.

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