MI DISSOCIO, IO SONO ARRABBIATO

di LUCA SERAFINI – Caro Cristiano Gatti, come giornalista mi occupo di altro rispetto alla politica (e molti avrebbero sperato che mi fossi occupato d’altro rispetto al giornalismo), quindi chiarisco che ti scrivo da semplice cittadino.

Nel tuo articolo “L’Italia che ha capito tutto” denunci la stizza dei vescovi, dei commercianti, dell’opposizione, della gente comune: tutti a gridare “basta, fateci uscire!”, anteponendo gli affari alla salute pubblica. “A forza di ascoltare questa Italia con la bava”, scrivi, “mi viene quasi voglia di rivalutare il governo”. E il tuo scoramento è così rispettabile e profondo, dal comprendere la rapidità, la facilità, con cui – denunci – sembrerebbe ci si stia dimenticando delle bare, degli eroi delle corsie di ospedale, dei disciplinati rinchiusi a casa a cantare sui balconi. Concludi (veramente iniziavi…) con quelli che ti avevano garantito “vedrai, sarà un’Italia migliore”.

Mi permetto. La disciplina di vescovi, commercianti, gente comune (di maggioranza e opposizione preferisco non parlare) c’è stata eccome, salvo rare e piccole eccezioni. Per quasi due mesi. Dopo di che, annuncio della “Fase 2”: supercazzola prematurata sullo jogging, su non meglio identificati “congiunti” ed “emergenze”, sul rispetto delle distanze e del proprio senso individuale di responsabilità. Sulle passeggiate nei pressi. Niente, ma niente di niente, di preciso (in qualche caso nemmeno accennato) relativo a economia, finanza, impresa, lavoro, aiuti, scuola e – perché no? – chiese.

Ora, perdonami, perché non dovremmo arrabbiarci? Lo sai perché? Perché non abbiamo niente, ma niente di niente, su cui arrabbiarci, per il semplice fatto che non ci è stato detto niente sulle app, sui 600 euro che non arrivano, sui tamponi, sulle indennità agli infermieri, sul piano per piccole e medie imprese…

Ti faccio un esempio. Io non so se il protocollo sia giusto o sbagliato, ma il governo spagnolo se lo è fatto da solo e si è ben guardato da chiederne copia al tuo Conte rivalutato. Quel protocollo stabilisce, in 4 punti semplici e chiari che i giornali hanno potuto riassumere in uno schemino illustrato di 10 centimetri per 10 centimetri, che tra l’1 e il 4 maggio scatteranno 4 fasi, ciascuna di 2 settimane, arrivando a fine giugno a una “ripresa normale delle attività”. Salvo nuovi arretramenti, è chiarito bene, se la situazione non dovesse mantenere il trend attuale. Così, ti faccio un altro esempio, dal 18 maggio bar e ristoranti potranno riaprire – rispettando le norme di sicurezza – con un servizio “al 30% della capacità”, eventualmente occupando una parte di suolo pubblico senza che vengano previste tasse ulteriori. Un bel colpo per quelle regioni (come le Baleari, dove per fortuna loro contagi e decessi sono stati molto contenuti, un po’ come in certe regioni italiane…) in cui l’emergenza non è mai stata fuori controllo.

Non è detto che sia meglio, non ho elementi per capirlo. Molto semplicemente, è più chiaro. Così oggi, in Spagna, il dibattito politico e pubblico è, appunto, un dibattito. Non una ribellione. Un dibattito per qualcosa di preciso, non una ribellione per il niente assoluto. Così gli spagnoli hanno modo eccome di continuare a ricordare, nel frattempo, i loro lutti e i loro eroi.
Con la stima di sempre, Luca.

 

2 pensieri su “MI DISSOCIO, IO SONO ARRABBIATO

  1. Cristiano Gatti dice:

    Caro Luca, rispetto e comprendo, come sempre. Però non mi mettere in bocca quello che non ho detto. Io non ho difeso il piano operativo del governo: non ne ho i titoli. Ho solo difeso, lo farò finchè ne avrò voce, il principio che la vita viene prima del denaro, in altre parole che la prudenza è preferibile alla frenesia. Solo questo. Parlo di un principio, non di norme pratiche. Quelle le lascio a voi esperti. Siete sessanta milioni, più o meno: quanti i ct della nazionale.

    • Luca Serafini dice:

      È verissimo che non lo hai detto e, rileggendo con attenzione il mio articolo, non ho trovato traccia in cui te lo attribuisco. Ho solo spiegato perché gli arrabbiati sono tali e, con tutta la buona volontà, non riescono a rivalutare Conte.
      Né ho parlato di prudenza o di frenesia: ho parlato di ribellione, che può sfociare purtroppo nella frenesia. Per il resto, ho chiarito bene in due passaggi di non essere affatto esperto: quindi, amico mio, riaccoglimi tra voi inesperti… Ti voglio bene

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