MAT, AMADEUS, DRAGHI: E PER FORTUNA CHE E’ L’EPOCA FLUIDA DEL CAMBIAMENTO CONTINUO

Sono di una generazione accusata d’essersi fermata al suo tempo, incapace di comprendere e accettare il cambiamento dei tempi successivi, peggio ancora di accettare il cambiamento, punto.

Una volta a quelli come noi veniva conferita l’odiosa patente, senza superare esami, di conservatori o peggio ancora reazionari.

Lo confesso, è un mio complesso di inferiorità: ho il terrore ancora adesso di ritrovarmi dalla parte dei conservatori, o peggio ancora dei reazionari.

Però cerchiamo di essere giusti. Se noi siamo superati, ammettendolo pure, qualcuno mi deve dire cosa è e dove sta tutto questo cambiamento che noi non accettiamo e non capiamo. Dove sta tutta questa novità.

Mi fermo ad ultimissimi esempi.

Uno: la Rai è già in ginocchio davanti ad Amadeus per implorarlo di fare ancora Sanremo. L’anno prossimo sarebbe alla quarta, con tutta l’aria di diventare più indispensabile e più inamovibile di un Pippo Baudo, quando Pippo era Pippo, e sappiamo bene di che tempi parliamo.

Due: tutta Italia è in ginocchio davanti a Draghi perchè non si sogni minimamente di lasciare Palazzo Chigi, lui è l’unico che può tenerci in piedi, non c’è altri in giro, proprio la congiuntura è talmente misera da non suggerire la minima alternativa. Altro che cambiamento: lo cementificheremmo lì al governo per un’altra era geologica, se solo potessimo.

Tre: abbiamo visto, Mattarella aveva già salutato i corazzieri e le segretarie, il camion con i mobili era già partito per il trasloco nella casa in affitto, ma l’intero Parlamento si è precipitato ai suoi piedi per chiedergli il sacrificio, ti scongiuro Mat, fatti un altro giro, sette anni ancora, proprio non ce la facciamo a trovarne un altro.

Mi fermo. Mi fermo per dire che se questa è la società fluida, in cui tutto si muove e tutto cambia, in cui ogni giorno non si ritrova niente al posto di prima, zero certezze e zero punti fermi, basta distrarsi un attimo e sei out, ecco, allora comincio a consolarmi. Se è antica e superata la mia epoca, questa ha tutta l’aria di essere invecchiata in culla, senza nemmeno il privilegio di gustarsi l’adolescenza e la giovinezza. E’ nata con le rughe, ha già il pannolone dell’incontinenza e sinceramente non ha una bella cera. Siamo al punto di augurare lunga vita a Draghi, a Mattarella, persino ad Amadeus, siamo al punto di sperarli eterni, perchè nessuno trova alternative possibili e presentabili. Complimenti, grande risultato. Come società sarà fluida, ma nell’aria non si avverte l’aroma inconfondibile della libertà, solo un forte odore di muffa.

Un pensiero su “MAT, AMADEUS, DRAGHI: E PER FORTUNA CHE E’ L’EPOCA FLUIDA DEL CAMBIAMENTO CONTINUO

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Egr.Dott. Cristiano Gatti,
    mi accontento di essere oltre i “..santa” , felice per l’appartenenza non ad un’altra epoca, ma ad un ben diverso modo d’intendere la vita.
    Forse , dico forse anche se per me e’ sicuro, avevamo genitori che t’insegnavano a vivere.
    Avevamo anche insegnanti che t’insegnavano davvero.
    Eravamo certi che termini come educazione, rispetto, serietà, impegno e vergogna non fossero parole senza significato , ma con le quali fare i conti . Quotidianamente.
    Nella vita di tutti i giorni.
    Non aggiungo altro.
    Non serve.
    I conservatori come sono orgoglioso di essere sanno bene cosa intendo.
    Se poi fossi tacciato anche di essere un reazionario , pazienza.
    Vedo di peggio, e di molto , in circolazione.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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