MANI IN ALTO, QUESTA E’ UNA (TESTA DI) RAPINA

Non era il set di un film neorealista in bianco e nero, non è una vecchia scena con Totò e Peppino, con Raimondo Vianello o Diego Abatantuono. E’ la cronaca di una rapina maldestra conclusasi felicemente per il personale, i due avventori spaventati ma illesi e per l’impiastro ladruncolo, il quale se non altro (dopo lo sketch) è fuggito alla cattura.

Venerdì 31 maggio, ore 8.30, ufficio postale di San Giovanni Galermo (Catania). Irrompe… no dai, entra e basta, un uomo con il volto coperto da una mascherina nera e un paio di occhiali da sole. Le impiegate spariscono in un attimo, avendo capito al volo la situazione. L’uomo grida con arroganza: “Fuori i soldi, direttore!”, ma anche il dirigente si è nascosto e non risponde. Il novello bandito perde la pazienza e appoggia uno strano involucro allo sportello, appoggiandolo al vetro divisorio: “Questa è una bomba! O mi date i soldi o la faccio esplodere!”. Silenzio.

Non se lo fila nessuno, il povero banditello, il quale nervoso e sconsolato minaccia allora uno dei due clienti, un uomo anziano che sta seguendo la scena imperturbabile. “‘U chiamasse lei!”, gli urla il malvivente affinché questi si rivolga al direttore o alle impiegate. L’anziano lo fissa sorpreso, scuote il capo, fa spallucce e sussurra: “’Mbare! Ma a rapina a sta facennu tu o iu? Ca chiamalu tu! A mia chi mi sta cuntannu?”. Compare, ma la rapina la stai facendo tu o io? Chiamalo tu, io che c’entro?

L’unica intuizione assennata del bandito è – alla buon’ora – che non si tratti decisamente della sua giornata, quindi se la dà a gambe appena in tempo, perché pochi istanti dopo piombano davanti all’ufficio postale un paio di “falchi” in motocicletta e una Volante della Questura. Forse ad attendere fuori il ladro c’era il complice, col quale avevano fatto pari e dispari su chi dovesse entrare e chi dovesse stare fuori a fare il palo: “Fantocci, vadi lei”.

Occhio e croce, tra telecamere di sicurezza e testimonianze, rintracciarlo e catturarlo è solo questione di tempo. Dopo di che sarebbe divertente girare il secondo episodio: l’interrogatorio.

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