MA TU PENSA A CHE RAZZA DI LEADER VANNO DIETRO I NO VAX

Vi parlerò di Zeno. In realtà, io Zeno non lo conosco affatto: abitiamo in città diverse, lui ha ventisette anni e io sessanta, si dichiara contrario ai vaccini e io sto aspettando la terza dose di AstraZeneca, è tatuatissimo e io ho, al massimo, una cicatrice del menisco. Insomma, Zeno e io abbiamo veramente poco in comune. Se proprio dovessimo cercare delle analogie, Zeno dichiara di avere meno di due euro sul conto corrente, mentre io non dichiaro nulla, ma sono più o meno nella stessa situazione.

Dunque, miei cari, a questo punto dovreste domandarvi perché voglia parlarvi di Zeno. La mia è, diciamo così, una missione antropologica: mi sento un po’ come uno che abbia percorso a ritroso un fiume africano e che, tornato in Europa, voglia raccontare a un pubblico di brava gente le sue impressioni e le sue scoperte.

La notizia è che questo Zeno è stato blindato dall’antiterrorismo, che gli ha trovato a casa un discreto repertorio educativo, ovvero tirapugni, coltello e armi da fuoco ad uso sportivo: a corollario dello scoop, va detto che Zeno è un leader riconosciuto di quella setta religiosa di recente creazione, che si fa chiamare “No-Vax”. Visto in fotografia, non dà l’impressione di un facinoroso pericoloso e potente: sembra il solito giovanoide milanese, un po’ macilento e vestito alla “Zerocalcare”. Uno dei tanti. Mi ha incuriosito la sua storia e l’ho scelto per l’apologo quotidiano.

La prima scoperta che ho fatto, in questo mio pellegrinaggio alle sorgenti del nostro Zeno è che, certamente, Zeno non è fascista: anzi, probabilmente, ha idee affatto opposte. Lo dico perché, nei numerosi articoli che ho consultato, per scrivere queste bagattelle, non si fa mai riferimento all’orientamento politico del giovane no-vax meneghino: si dice che viene dalla Bovisa, che faceva il tatuatore, che ha una bambina, ma, politicamente parlando, pare del tutto vergine.

Poi, direi che Zeno è un discreto raccontapalle: scrive, sui social, un bel po’ di cose che, quantomeno, appaiono un tantino gonfiate, rispetto alla realtà. Raduni oceanici, mobilitazioni internazionali. Ma, mi raccomando, pacifici e civili: che non vorrei mai. A tempo perso, s’è prego la briga di distribuire un migliaio di Grenpass rigorosamente falsi. Aggiungerei che il caro Zeno dimostra una peculiare disposizione alla difesa: detiene oggettini atti a difendersi, sia a distanza che corpo a corpo, con una sufficiente varietà di opzioni, dalla coltellata alla briscola in faccia. E’, insomma, uno di quei cittadini milanesi che, conoscendo la giungla urbana, si muniscono di contromisure efficaci.

Perché il nostro pacifico leader antivaccinale nasconda un certo qual sottofondo aggressivo, dietro l’aspetto da bravo randagio di periferia, non mi è dato sapere: emette apoftegmi roboanti su internet, ma il mondo è pieno di macachi da tastiera. Leggo, però, che è stato ammonito, segnalato e daspato, prima di essere indagato e beccato: ne concludo che il nostro Zeno non deve essere un mostro di furbizia, se, nonostante tutto, aveva in casa quel bel repertorio di cui sopra.

Ma, per la verità, ora che sono arrivato in fondo alle mie quattro considerazioni, vi devo confessare che, in fondo in fondo, a me di Zeno frega men che niente. Mi infastidisce solo che uno così abbia un seguito: che abbia potuto sentirsi un ducetto di qualcosa, fosse pure una canea che va in piazza a gridare stupidaggini. Dopo il riccetto delle sardine bolognesi, in effetti, non avrei dovuto stupirmi più di nulla: ma questo ragazzotto che, nell’età in cui ci si crea una vita un pochino concreta e seria, va in giro a far casino e, quando lo prendono, piagnucola e chiede aiuto ai social, perché non ha nemmeno i soldi per un caffè, mi ricorda troppo da vicino certa gente, certe cose, certi personaggi che ho conosciuto e disprezzato durante tutta la mia non breve esistenza. L’Ur-nullità: la nullità perenne. Peccato che non ci sia più Umberto Eco a scriverne: e, forse, non ne avrebbe scritto, perché anche lui teneva famiglia.

Il punto chiave è che l’Ur-nullità, oggi, va per la maggiore: gli zeri che le si accodano sono innumerevoli. E’ finita l’epoca dei leader e, probabilmente, è iniziata quella degli Zeno: microscopici casinisti della porta accanto. Ma che, a forza di ripetere la stessa panzana, alla fine, trovano sempre un fesso che crede loro. Goebbels, in altre parole, ha fatto scuola.

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