MA SENZA INTERCETTAZIONI, L’ESAME ERA SERIO?

di CRISTIANO GATTI – E’ dall’inizio del penoso caso-Suarez che mi ronza in testa una domanda, come un tarlo fetente e fastidioso, sperando comunque non ronzi soltanto a me. Più passano i giorni, più si aprono scenari squallidi, più gli investigatori predicano di non avere fretta, più mi sento chiedere dal mio io italiano e cittadino comune: scusa, ma se questa faccenda non saltava fuori per puro caso, grazie a intercettazioni avviate per tutt’altra indagine, voialtri in questo Paese avreste considerato serio, rispettabile, attendibile quell’esame, fatto a quel modo? Dico: dieci minuti con Suarez che balbetta ridicolo due parole in croce, Don Lurio al confronto accademico della Crusca, dico e ripeto, un esame del genere sarebbe finito tra le cose serie e ufficiali dell’Italia, con tanto di un giocatore uruguagio – ascendente cannibale – proclamato italiano verace?

Personalmente sono molto in imbarazzo, con questo mio io così pignolo. Però tutti sappiamo che la risposta è quella contenuta nella sua domanda retorica: sì, senza le intercettazioni casuali e senza l’esplosione dello scandalo, quell’esame ridicolo comunque sarebbe risultato esame a tutti gli effetti.

Allora, ci chiediamo, io e l’altro io: dopo aver sistemato Suarez e i suoi servili esaminatori, non sarebbe il caso di risistemare anche l’esame stesso, preso in sé, restituendogli la dignità che richiede e che merita? Per noi italiani, prima di tutto. Ma anche per tutti gli stranieri che sognano di diventare italiani, evitando loro almeno il dubbio più umiliante: l’idea di una cittadinanza non tanto da costruire e meritare, ma semplicemente da scroccare. In qualche modo, con un tarocco. All’italiana, diremmo noi con cittadinanza.

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Un commento su “MA SENZA INTERCETTAZIONI, L’ESAME ERA SERIO?

  1. Fiorenzo Alessi il said:

    Egr. Dott. Cristiano Gatti,

    La riflessione a proposito del suo Altropensiero si risolve in una domanda , riprendendo pari pari sue parole : trascurando l’esame in questione del bipede che da’ calci ad un pallone , azzannando più che esprimendosi in una qualche lingua conosciuta, nel nostro strampalato Paese c’è qualche altra e più rilevante cosuccia alla quale va restituita “..la dignità che richiede e
    che merita” ?
    Io dico di sì. Ma l’elenco non sarebbe breve. Purtroppo.
    Cordialità.
    Fiorenzo Alessi

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