L’ULTIMO COLPO DI MERCATO PER LA ROMA

di TONY DAMASCELLI – Riporto la sintesi della Roma club di football: “A.S. Roma gestisce la società di calcio omonima e tutte le altre attività incentrate sullo sfruttamento dei propri diritti sul marchio e l’immagine quali: la cessione dei diritti televisivi delle partite, le sponsorizzazioni, la cessione di spazi pubblicitari, la vendita di prodotti e servizi che utilizzano il marchio e il logo societario. La sede sociale è il Centro Sportivo Fulvio Bernardini (di proprietà della società fino al 28 dicembre 2005, poi ceduto con la formula del leasing a Banca Italease), con un’estensione pari a 20 ettari dedicati alle attività aziendali e sportive, attrezzato con diversi campi da gioco regolamentari e relative strutture, la sede per i ritiri della prima squadra e una foresteria per giovani calciatori. L’A.S. Roma dispone di negozi ufficiali, nonché di un sito internet dedicato all’informazione e all’e-commerce. Nel corso della sua storia la Roma si è aggiudicata 3 Scudetti (nelle stagioni 1941/1942, 1982/1983 e 2000/2001), 9 Coppe Italia (la più recente nel 2007/2008), 2 Supercoppe italiane, 1 Coppa CONI, 1 Coppa delle Fiere (l’attuale Coppa UEFA) nel 1961 e 1 Coppa Anglo-Italiana nel 1972”.

Roba bbuona, si deve dire. Però. Nella vita e nel calcio c’è sempre un però. La Roma di cui sopra ha perso una partita di Coppa Italia contro lo Spezia bis, finendo eliminata da detto torneo. La sconfitta è successiva alla batosta nel derby contro la Lazio.

Ma tutto questo è un dettaglio, roba di campo, fa parte del gioco. Ma proprio nel campo di gioco è accaduta una scena fantozziana, di quelle che nemmeno nei cosiddetti prati di periferia. Nel giro di secondi trenta, durante i tempi supplementari, due calciatori della Roma sono stati espulsi, l’allenatore portoghese Fonseca aveva già provveduto a sostituire cinque giocatori e, in pieno lockdown mentale, nonostante i tentativi del cosciente Pellegrini che gli segnalava il macroscopico errore, ha deciso e voluto mandare dentro il portiere di riserva, tale Daniel Fuzato.

Quella sporca mezza dozzina di giallorossi è il nuovo cinecolombapasquale di cui si parla nella capitale, là dove, nella stessa giornata e sempre nei supplementari era andata in scena un’altra vicenda analoga, fuori Causin e Rossi dentro Nencini e Ciampolillo. Ma questa è un’altra storia.

Torno a cose più serie, la Roma, già penalizzata a Verona per un errore di utilizzo di giocatore non in lista, è di proprietà di una famiglia di texani, i Friedkin, quattro miliardi e mezzo di patrimonio, aziende varie e passione per gli aerei, Dan, il titolare della Roma, è pilota di velivoli civili e militari e stuntman in alcuni film che lui stesso ha prodotto. Capita però che in questo Disneyland de noantri non si riesca a contare fino a sei e così non soltanto perdi la partita a tavolino già persa sul campo,  ma pure la faccia che a Roma significa non farsi vedere in giro senza nemmeno il ricorso a un dcpm.

Ovviamente la situazione è sotto controllo, l’allenatore è stato confermato, sabato la Roma tornerà in campo e indovinate contro chi? Lo Spezia, quello dei titolari. E’ assai probabile che Fonseca utilizzi oltre al tablet per gli schemi anche un pallottoliere per la conta. Non si sa mai, se si dovessero ripetere le stesse scene di mercoledì, potrebbe venirgli giù, direttamente sulla testa, uno Spitfire o un F-86, con i saluti dei Friedkin, father&son.

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