LICENZIAMENTI VIA WHATSAPP, PERO’ CON AUGURI: QUANTA UMANITA’ TUTTA ASSIEME

Evidentemente sta diventando una moda per certe aziende licenziare via mail o con un WhatsApp. L’ultimo caso riguarda ben novanta lavoratori del settore logistica a Bologna, che ricevono questo grazioso messaggio l’ultimo giorno dell’anno: “Buongiorno a tutti, vi comunico che con oggi 31 dicembre 2021 termina la nostra collaborazione, così come i vostri contratti, anche il nostro contratto è terminato, purtroppo non è stato rinnovato, quindi il magazzino rimane chiuso. Questo a causa di tutte le vicende che conoscete bene e che hanno portato a questo risultato, errori fatti sicuramente da entrambi le parti. Nel mese di gennaio 2022 vi verrà corrisposto lo stipendio relativo al Mese di Dicembre e tutto il Resto. Vi auguro buon anno”.

A parte l’italiano cane (punteggiatura e maiuscole a caso, magari una traduzione Google di una lettera di licenziamento tipo), le vere novità di questa chicca stanno sia nell’attribuire responsabilità anche ai lavoratori licenziati, sia negli auguri di buon anno. Come no, partendo senza lavoro, sarà sicuramente un anno buonissimo.

Bravi comunque, difficile fare peggio. La solidarietà deve essere totale con questi licenziati di ultima generazione, con tanto di auguri, ancora più marcata rispetto a quella comunque nutrita per i casi più conosciuti e discussi pubblicamente con le controparti, e che costituiscono i 69 tavoli di crisi sottoposti a Giorgetti.

La possibilità di esporre i propri diritti e di lottare civilmente fino in fondo è garantita quando l’attenzione è alta, ma in questi casi, invece, si cerca subdolamente di agire nell’ombra. Con un facile clic si distruggono tante famiglie, senza aver il coraggio di guardare negli occhi le persone né tantomeno di cercare soluzioni alternative o una sorta di ammortizzatore.

I comportamenti di queste Aziende Disumane non devono invece passare sotto silenzio. Meglio fare nomi e cognomi, perchè tutti sappiano. Nel caso specifico, si parla di “XBT servizi e logistica”, azienda della più conosciuta “Zampieri holding”, in appalto per la lavorazione della merce del colosso americano “Tnt-FedEx”. Immagino dirigenti che non si saranno opposti a una decisione del genere, articolando la classica scusa “abbiamo dovuto agire di conseguenza a una crisi di mercato inevitabile, blablabla …”. Magari il responsabile del personale avrà proposto brillantemente la soluzione del WhatsApp per tenere un basso profilo e credo che gli altri avranno riflettuto per pochi istanti, desiderosi solo di voltare pagina e di prendersi i complimenti dei capi oltreoceano per la gestione rapida e efficace della questione.

Invece dipende molto da te, caro manager. Dipende da come vuoi che la cosa si risolva. Se vuoi batterti per avere una giustizia aziendale lo puoi fare sempre: devi solo fare la tua scelta, anche se qualche volta difficile, rischiosa e controcorrente. Prenditi le tue responsabilità e mettici almeno la faccia, se proprio non hai potuto fare altro. Crescita sostenibile vuol dire anche questo: non si può più applicare pedissequamente la regola crescita-assunzioni, decrescita-licenziamenti. Servono anche etica, saggezza, creatività e umanità: valori che faranno la differenza, e le (non poche) Aziende Umane in circolazione li utilizzeranno a fondo per creare vero valore aggiunto per tutti, duraturo nel tempo.

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