LETTER* AL PRESID* DEL LICE* CAVOUR DI TORIN*

Gentilissimo signor preside del Liceo Cavour di Torino, a seguito della decisione da Voi adottata Le scrivo come ex alunno dei favolosi anni Sessanta, quando il suo predecessore Vigliani mi inflisse una nota per comportamento indisciplinato durante la lezione di scienze in aula magna. L’argomento del giorno era il fosforo anche se a scuola non si parlava d’altro che dei monaci buddisti, i quali si davano fuoco in piazza per protesta contro il governo.

Che c’entra questo? C’entra perché la professoressa di scienze pose la domanda: “Il fosforo brucia con fiamma gialla, come…?”. La risposta sarebbe stata il sodio ma io, preso dalla solita voglia di strafare, mormorai: “Come il bonzo!”.

Venni spedito fuori dall’aula e condotto in presidenza. Bei tempi, quelli, senza asterischi ma tutta roba seria, comprese le risate dei compagni di classe, il diario, la nota, il castigo severissimo a casa.

Dunque la Vostra decisione di introdurre il genere fluido, usando l’asterisco alla fine di termini come student*, mi sembra di grande attinenza proprio alla lezione di scienze. Fluido viene dal latino fluere, così insegnava il grandissimo professor Merlo della sezione A, qualcosa che scorre e che cade lentamente, come l’intelligenza del consiglio del vostro Istituto.

Con nostalgia (*) (*)

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