L’ETERNA ILLUSIONE DI VEDERE SOTTO LE GONNE

di MARIO SCHIANI – Quando ho letto che esiste un’app in grado di “spogliare le donne” la mia reazione è stata tra lo scandalizzato e l’inorridito: come mai, infatti, ancora non ne sapevo niente?

Ho subito constatato però che la faccenda è seria: questo software, che opera in connessione con il servizio di messaggistica Telegram, è un grado di creare delle immagini manipolate o, se preferite, “fake”, di nudo che poi possono essere condivise come oggi si condivide qualsiasi cosa. Basta “caricare” la fotografia della persona che si desidera spogliare e il gioco è fatto: il risultato non ingannerebbe un esperto di elaborazione grafica, ma il comune occhio concupiscente cadrà senz’altro nel tranello.

L’entusiasmo e l’intraprendenza dei moderni guardoni hanno portato all’allestimento di gruppi dedicati al giocoso scambio di queste fotografie e pare che online sia scattato un concorso per il (finto) nudo più bello. Peggio ancora, i prodotti di questo software (tecnicamente si parla di “bot”, ovvero di un programma di automazione che accede alla rete attraverso gli stessi canali usati dagli utenti), possono venire usati a scopo di diffamazione e ricatto, tanto è vero che in Europa e in America se ne stanno già interessando le forze dell’ordine.

Il fenomeno in sé non è nuovissimo, ma fino a oggi per realizzare un falso nudo realistico era necessario possedere qualche abilità nell’uso dei software grafici, cosicché a cader vittima delle manipolazioni erano soprattutto attrici, cantanti e personalità televisive. Il nuovo software in circolazione mette invece questa arma a disposizione di tutti: goliardi senza freni, ex fidanzati incattiviti, maniaci di varia inclinazione.

Sarà una mia impressione, ma sembra di poter dire che la tecnologia, oggi, non faccia altro che incoraggiare e involgarire tendenze da sempre presenti nella natura umana, spingendole oltre i confini non solo della decenza ma anche della legalità. Negli anni belli quanto lontani dell’adolescenza che incominciava a sentire certe misteriose spinte verso l’altro sesso, ci si lasciava irretire, anche solo per un momento, dalle promesse della leggendaria ditta Same di Milano che con annunci strategicamente piazzati nei giornali a fumetti invitava all’acquisto di prodotti studiati per soddisfare i pressanti desideri dei teenager: accedere, almeno visivamente, all’intimità di una ragazza (e per questo era sufficiente ordinare i prodigiosi “occhiali a raggi X” o il portentoso cannocchiale “Spyscope secret”) e risolvere gli imbarazzi provocati dal fisico ancora in via di definizione (ci pensava “Ercolex”, il “supersviluppatore di muscoli”).

Non so quanti si spingessero a ordinare per davvero, via posta, questi aggeggi che di portentoso conoscevano solo la faccia tosta di chi li proponeva, certo la credulità generale della gente di allora prometteva buoni affari, se si considera il successo delle cosiddette “scimmie di mare”, ovvero delle uova di un piccolo crostaceo che si facevano schiudere in un acquario per godere dello spettacolo di creature che, così assicuravano gli annunci, si potevano “ammaestrare”.

Il più delle volte, però, a quei tempi tutto si risolveva in una fantasia breve quanto innocua: i ragazzi si immaginavano al mare ad aggirarsi tra spiaggia e cabine inforcando gli occhiali radioattivi, puntandoli sulle prede ignare, ma in realtà si accontentavano di occhieggiare le locandine dei film con la Edwige e la Gloria. Oggi, un software consente loro, e agli adulti un po’ mancati nella crescita, di passare a vie di fatto: invece di maturare una vita sentimentale e sessuale, provvedono a crearsene una tanto virtuale quando dannosa per il prossimo.

In questo mondo la ditta Same, con la sua ingenua gamma di prodotti “miracolosi”, non potrebbe prosperare. Non perché la gente sia diventata meno credulona, attenzione. Solo, molti hanno trasferito la loro dabbenaggine su temi che li fanno sentire importanti, come la presunta dannosità dei vaccini, le ventilate dittature sanitarie e le plutocrazie massonico giudaiche. Forse era meglio quando si intontivano a guardare le scimmie di mare.

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