LE DAMINE CAPRICCIOSE DEL PALLONE

di LUCA SERAFINI – Delle donne amo tutto: il non capirle da una vita, la determinazione, la vanità, i nudi e i non vedo, le chiacchiere tra loro… Persino il calcio. Mascolino e maschilista, eppure loro lo giocano con grazia rabbiosa.

Finalmente, dopo decenni di oblio, da qualche tempo la visibilità era aumentata, la gente le seguiva in televisione e molti andavano allo stadio. Non al livello delle star americane, però c’era chi cominciava ad amarle come calciatrici prima che come donne.

Il fatto è che non si sa mai esattamente che cos’abbiano in testa, mai: dal pallone è arrivata una disarmante conferma. Dunque, in uscita dal tunnel della pandemia la Federazione aveva servito sul tavolo del campionato di serie A femminile: una fetta del fondo salva-calcio; i playoff e i playout in tempi brevi e in sede unica (mancavano soltanto 6 giornate alla fine della stagione); protocolli sanitari garantiti e pagati dalla Figc.

Le donne hanno sparecchiato la tavola con un solo strattone di tovaglia, rovesciando a terra le posate e il cibo – poco o tanto che fosse – e mandando in frantumi piatti, bicchieri e bottiglie, forse quelle del vino già bevute. No grazie, non ci interessa: chiudiamola qui. Volevano gli stessi protocolli maschili, ma le società non erano in grado di garantirli.

Finale: scudetto (Juventus in testa) non assegnato, algoritmi per calcolare la partecipazione alle coppe europee e le retrocessione. Tutte soddisfatte queste impavide calciatrici e con loro la maggior parte dei club, tranne Juve e Milan che lottavano per riprendere il campionato e (come le altre società) avevano pagato alle ragazze le spese di rientro agli allenamenti.

Per l’inevitabile decisione finale della Figc di bucare il pallone rosa per la stagione 2019-2020, in attesa di quello nuovo per la prossima stagione, la più brava, bella e sindacalista delle nostre campionesse, la juventina (!) Sara Gama, dopo essersi di fatto strappata lo scudetto dal seno e dalle maglie del suo club, tutta contenta si è persino riappacificata con il presidente federale Gravina, dopo averlo quasi insultato per settimane.

Tutte al mare, a mostrar le chiappe chiare. Con buona pace di Sky che paga per mandarle in onda, della Nazionale che a settembre parte con le qualificazioni ai Mondiali, degli sponsor che sono rimasti con il cerino in mano. E dell’anelato professionismo, che però, è chiaro, non può essere concesso a un manipolo di capricciose come queste, ignare dei più elementari passi da compiere per arrivarci.

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