L’APOCALISSE DELLA SICILIA IN UN’IMMAGINE CHOC

di PAOLO CARUSO (agronomo) – La terrificante immagine postata da Giuseppe Li Rosi restituisce il senso della tragedia che sta colpendo i siciliani.

Siamo smarriti, attoniti, stanchi ma non arresi, almeno fino a quando non prenderemo a calci nel sedere chi ha provocato questo e chi non ha fatto niente per prevenirlo.

Il nostro ringraziamento va a quanti si sono prodigati, con i pochi mezzi a disposizione, per cercare di porre un argine a questo disastro.

La natura si riprenderà quello che le è stato momentaneamente tolto.

Non servono commenti a quanto pubblica Giuseppe Li Rosi. Riproponiamo il suo post su Facebook, un post in cui l’immagine del cavallo vinto dalla furia del fuoco lancia il più atroce grido di dolore.

 

IL FUOCO E IL SEME

“La Cristallizzazione di un corpo animale, imbrigliato, questa volta, dal fuoco, rappresenta il Fiore Nero in cui si incontrano ed emergono i luridi desideri di misera grandezza e di blasfema altezza.

Si dice fosse stato uno dei cavalli più belli del mediterraneo, un amico per l’uomo che lo allevava e che della terra ha fatto il proprio lavoro.

Una statua di sale, come oggi è la Sicilia che non riesce a staccarsi dagli inferi in cui è stata relegata e mummificata.

Il grido delle madri che trae energia dal ciclo passato, di chi è stato e di chi dorme, percuote le tenebre.

“Non mi voglio alzare, lasciami dormire” – dice il figlio – “lasciami morire, non mi voglio levare”.

L’odore acre del carbone si mischia ai millenni di storia, sospesi tra cielo e terra, tra distacco e appagamento, tra pienezza e sfaldamento; auto realizzazione e auto distruzione.

La meschinità e la brama di continuare a contare soldi nella polvere preparano la morte di questo frutto che reca in grembo, però, un nuovo Seme.

Ma anche la morte ha i suoi pericoli: il Seme può esser soffocato dalla lunga fermentazione nella lunga decomposizione del frutto. Ma può sempre arrivare integro alla terra per la prossima germinazione, per la prossima generazione, per la vicina evoluzione.

Il grido delle madri che trae energia dal ciclo passato, di chi è stato e di chi dorme, percuote le tenebre”.

Una risposta a “L’APOCALISSE DELLA SICILIA IN UN’IMMAGINE CHOC”

  1. Egr. dott. Paolo Caruso,

    Di fronte a questo Fiore Nero è d’obbligo tacere.
    Quel che è sicuro , ad una simile Apocalisse non si fa fronte prendendone “..a calci nel sedere..” gli autori , ed i conniventi.
    Ricordo l’esistenza , biblica ed emblematica , di una legge che reputo davvero confacente : quella del taglione.
    Basterebbe ricorrervi, se fosse possibile.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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