LA POTENZA DEL CORTILE

di JOHNNY RONCALLI – Nel cortile sotto casa scendono i bambini a giocare. Fanno i turni, da quando c’è il virus. A volte ci sono anche i genitori, con i più piccoli. Non so dire se i turni siano stabiliti per accordi espliciti o se gli avvicendamenti siano spontanei.

Ci sono due bambine, sorelle, non conosco l’età esatta, 3 e 6 anni a occhio. Non urlano mai, hanno lo sguardo curioso, sempre educate, giocano.

Succede che un giorno il bambino pakistano che abita sopra di loro scende in cortile. Se ne sta in disparte, fa rimbalzare la palla, ogni tanto alza lo sguardo. Non parla bene l’italiano.

Una settimana dopo li scorgo di nuovo dalla finestra. Stavolta tutti e tre insieme. Ripetono i giorni della settimana, poi i numeri. Non ci sono adulti con loro.

Ecco, tutto qui. Non c’è altro per quel che mi riguarda. Non c’è altro al mondo.

Io non credo che usciremo migliori da tutto questo. Qualcuno, per fortuna, migliore lo è già.

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