LA GIORNATA MONDIALE DI QUALCOSA

di GHERARDO MAGRI – Il 17 maggio del 1990 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Per questo la data è stata scelta come Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Un argomento serio, non si discute.

Ma vogliamo parlare della proliferazione impazzita di queste festività pagane, facilitate da internet?

In passato, le giornate nazionali erano una cosa più seria, richiedevano addirittura l’approvazione del Parlamento attraverso la proposta di un deputato o una raccolta firme dei cittadini: oggi basta la legittimazione del web e vai sereno. C’è addirittura un sito ad hoc per consultare la lunga lista. Un rapido conto ci parla di oltre cento ricorrenze all’anno, alcune partorite da menti veramente deviate. Giusto per dire, due giorni dopo l’omofobia si celebra la giornata del whisky, come a dire: se le cose non cambiano, almeno ci beviamo su?

Sapevate che il primo marzo è la giornata mondiale del complimento, per esempio? Facciamoci trovare pronti, per cortesia, con un grande sorriso piacione.

Che dire della giornata mondiale della vita selvatica, della giornata mondiale della lentezza, della giornata mondiale dei cani in ufficio, di quella della salvaguardia delle rane, di quella del backup dei dati, ecc. ecc..

La più smart è la giornata del coming out, l’11 ottobre. Falsi per 364 giorni, ma per un giorno fuori tutto.

Basterebbe tapparsi in casa e staccare il telefono, per esorcizzare la tremenda tentazione.

Chi è il genio che si è inventato la giornata della gentilezza random (casuale), il 13 novembre?

Un ossessionato igienista ha inaugurato la giornata della pulizia delle mani, in questo periodo tragicamente attuale.

Attenzione al 4 settembre, giornata del benessere sessuale, non arriviamoci spompati.

Antonio Ricci si sarà ispirato al 27 aprile, pensando alla giornata del tapiro?

A quando, allora, la festa dei disoccupati, in aperta sfida al primo maggio? Faremmo un botto di seguaci, peraltro.

Il filotto mamma-papà-nonni fino a che grado di parentela può essere esteso?

L’unico limite è la fantasia, potremmo coprire facilmente tutto l’anno. Dobbiamo buttare la vecchia agenda e aggiornarci in fretta con una severa pianificazione. Alla mattina sbirciare la data e seguire le esigenze della festa in calendario.

Occhio però agli errori: se ci prepariamo a sorridere a tutti e incrociamo quelli della vita selvatica nel giorno sbagliato, possono volare gli stracci.

Un pensiero su “LA GIORNATA MONDIALE DI QUALCOSA

  1. Dongiovanni Cristina dice:

    I miei complimenti Dott.Magri!
    Per quanto mi riguarda vorrei sottolineare la Giornata Mondiale delle Emoji! A me sembra così carino riconoscere a queste faccine un primato di essenzialità indiscutibile, soprattutto da quando hanno aggiunto quella con le dita strette verso l’alto, un Made in Italy beffardo ed efficacissimo per “Che vuoi?”.
    A parte gli scherzi e soprattutto a parte alcuni argomenti che non ci azzeccano nulla con la parola “celebrazione”, io sto trovando nelle giornate mondiali un utile veicolo di stimolo. Le sto suggerendo nella scuola di mia figlia per cercare di portare “movimento” didattico con brevi discussioni, ricerche, letture, feste a tema. Così per l’ambiente, per i nonni, per la gentilezza. Io credo che dovrebbero essere sfruttate di più in quest’ambito, quelle di contenuto ovviamente.
    Perché comunque si tratta di “occasioni speciali” e la sensibilità dei bambini e dei ragazzi aumenta naturalmente sotto il cappello della festa.
    Insomma dovrebbe essere una modalità favorita, evitando il whisky naturalmente!

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