LA FISSA DI MATTEO

Salvini ne lancia un’altra: il movimento online “nocoprifuoco”. Caldamente sollecitata la raccolta di firme. Contro le chiusure, per le aperture. Usando sempre il paracadute vagamente ruffiano “con le dovute cautele, con la massima attenzione, là dove è possibile”, via con gli slogan di facile presa “diciamo no coprifuoco, no vincoli, no chiusure, no restrizioni”, fino a chiamare in causa persino il 25 aprile, “oggi è il 25 aprile, parliamo di libertà”. Confermando ancora una volta che per lui e la sua Italia l’ideale di libertà significa andare al ristorante fino all’una di notte, rischiando eventualmente un contagio.

Se non fosse che queste battaglie vengono combattute sulla pelle di tutti, verrebbe da lasciar correre e augurargli solo buona fortuna. Il problema è che da più di un anno queste battaglie sono combattute proprio sulla pelle di tutti. Con le perdite che sappiamo. Con i costi che sappiamo. E allora no, non conviene lasciar perdere. Bisogna che qualcuno riesca ancora a dire no ai facili illusionismi. Tocca a Draghi. Finchè ce la fa, finchè lo lasciano lì.

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