LA FELICITA’ DELL’UOMO CHE DORME SUI LIBRI

di JOHNNY RONCALLI – Christopher è tedesco, sta a Roma, non lontano da via Caetani, a ridosso di un portone sbarrato della chiesa di Santa Caterina dei Funari. Una casa non ce l’ha, legge libri e poi, di notte, ci dorme sopra. Letteralmente.

Lavora anche, qualche ora al giorno, per pochi euro. Riceve libri in regalo o li compra a Porta Portese, sempre per pochi euro evidentemente.

I libri li legge, gli fanno da materasso, da isolante per l’umidità, da antidoto per la solitudine e nello stesso tempo da ragnatela per restare aggrappato al mondo, senza che tutto questo necessariamente generi castelli di retorica pietistica e pietosa.

Lui sta bene dice, la sua storia si intuisce tormentata, ma non cerca carezze o svenevoli indulgenze, tutt’altro, porta il discorso altrove. È la sua storia e ne fa quel che gli pare. Immagino che ogni sera, prima di adagiarsi sul cartaceo giaciglio, nella sua mente vada in onda una replica indesiderata.

Abbonamento gratuito, guarda un po’ che fortuna.

So poco o nulla di Christopher, quello che si è letto qua e là, i suoi studi di politiche sociali, l’arrivo dodici anni fa a Roma, ‘che è tanto bella’. Il resto, dice, sono ‘fatti lontani’, ‘cose private’. Di più vorrei sapere solo se lui ne traesse gradimento o sollievo.

So poco, e alla fine un filo di retorica in realtà non lo trattengo, perché in quelle pagine, lette, in quel giaciglio, alla fine della giornata so che un abbraccio Christopher lo troverà.

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