LA DURA VITA DI ARISA: L’INCOMPRESA

di PIER AUGUSTO STAGI – È dura, molto dura per la povera Arisa. Dura perché deve ricominciare da capo, dal Corriere della Sera, con una bella paginetta, nella quale racconta che il mondo è molto duro e cattivo con lei, in modo particolare quello della musica. Mamma mia come è dura, ragazzi. Lo dice lei, non certo noi, e lo dice a Renato Franco, il quale prende nota e dà voce alla povera cocca. «… perché a volte mi sento vittima degli eventi e giro in tondo aspettando risposte e gratificazioni dagli altri». Invece noi, poveri mortali, facciamo quello che ci pare, senza render conto a nessuno, senza che nessuno s’intrometta tra noi e i sogni. «Questo genera un circolo vizioso di dubbi, insicurezze e tempo perso, e credo sia una sensazione molto condivisa», dice.

Il tutto per lanciare il nuovo singolo, che uscirà oggi, disponibile – scrive il Corriere – anche nei digital store e in radio. La povera Arisa dice di sentirsi vittima degli eventi, ma soprattutto pone l’accento sul mondo della musica che non la comprende, anzi, quasi la limita e la depotenzia. Poi Renato Franco le pone il domandone: si è mai sentita esclusa dal mondo musicale, da certe lobby? «Mi è capitato di sentirmi esclusa: e mi ha fatto arrabbiare più che soffrire. Sono stata l’unica a non aver mai fatto il concertone di Radio Italia pur avendo vinto due volte Sanremo». Però.

Sempre Franco poi ci riassume a grandi linee la storia di questa povera creatura incompresa e emarginata. Arisa ha 37 anni, e in carriera ha due Sanremo vinti, altre quattro volte in gara, una come co-conduttrice (Festival di Conti), giudice di X Factor. Però non ha mai fatto il concertone di Radio Italia. Ragazzi, è dura.

 

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