LA CRISI INDECENTE

di CRISTIANO GATTI – Fico secco. E anche questa è andata allo stesso modo, lo stesso modo ridicolo e indecente che aveva portato alla caduta del governo Conte. Niente Conter. Il famoso mandato esplorativo per vedere quanta distanza, sperando fosse una miracolosa vicinanza, esistesse tra i grossi partiti e l’omeopatica formazione dell’insoddisfabile Matteo, anche questo mandato esplorativo finisce nella più squallida maniera. Nessun accordo su niente.

Se non altro, c’è una buona notizia: lo squallore si chiude qui. Adesso il mite Mattarella dovrà tirare fuori le doti del mago e inventarsi un’altra soluzione con Draghi. Qualunque, purchè non provi più a mettere insieme gli incompatibili. Abbiamo già dato. Pure troppo. Oltre ogni limite.

Non si può dire sia un epilogo a sorpresa. Ancora ci devono spiegare come si potesse davvero immaginare un nuovo giro con Renzi assieme a Pd e 5Stelle: solo una settimana fa si erano sfracellati d’insulti, improvvisamente avrebbero dovuto di nuovo pomiciare. Ma dai. Queste cose succedono nei filmetti romantici a lieto fine, non nei matrimoni con Renzi.

E qui risaltano imperdonabili le solite colpe della sinistra italiana, parolaia, fumosa, salottiera, inconcludente. Pur di tenere in piedi la messinscena, questa sinistra si è prestata a una nuova umiliazione, inflitta con gusto sadico dal suo vecchio ragazzo prodigio.

Quanto a Conte e ai 5Stelle, non ne parliamo: bisognerebbe ripetere le solite cose. Cioè che sono nati come duri e puri, anticasta e antiteatrino, ma nel giro di pochi mesi non hanno esitato ad allearsi con la Lega, con il Pd, con Renzi: pur di restare lì. Poi continuano a chiedersi sulle loro piattaforme come sia spiegabile perdere il 20 per cento di elettorato in così poco tempo. Ecco, buona la domanda, ma si diano pure una risposta.

Si dice che ogni popolo abbia sempre i politici che si merita. Può essere vero. Ma c’è un limite. Sopravvivono ovunque italiani che ogni giorno fanno la propria parte, in modo leale, a schiena dritta, senza tante chiacchiere, senza piegarsi e senza vendersi. E’ tanta, questa Italia. E’ la maggioranza. E decisamente non si merita l’oscena settimana che le hanno appena inflitto. Non si merita una politica tanto mediocre e pietosa. Non in un’epoca come questa.

Il risultato vero, il risultato che resta, di una settimana allucinante come questa? Possiamo dirlo, non è paradossale: riassumendo, si tratta della più grandiosa apertura di campagna elettorale che le destre potessero immaginarsi. Neppure ricorrendo ai più creativi geni del marketing politico.

I partiti di governo, in questo caso davvero coesi e compatti, hanno lavorato tutti per loro, a testa bassa. Se i leader destri stanno fermi, se non aprono bocca, si ritroveranno facilmente l’Italia fra le mani, fra qualche tempo, subito dopo il governo tecnico del presidente. Salvini, la Meloni, lo zio Silvio non devono impazzire per inventarsi riforme e programmi fantasmagorici: c’è la sinistra italiana che lavora per loro. Basta lasciarla fare. Sarà un gioco da ragazzi.

Una risposta a “LA CRISI INDECENTE”

  1. Ma le destre un governo istituzionale di ampio respiro insomma di responsabilità,con in programma il rifacimento di una legge elettorale decente , non lo potevano fare? È proprio vero ci meritiamo ciò che siamo. Povera Italia

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