INCREDIBILE: PER RANIERI E SABIRI IL CALCIO NOBILE E’ POSSIBILE

Di tanto in tanto il calcio e le storie belle che ruotano attorno al campo sanno stupirci. Ne sono successe due a poche ore di distanza, che meritano di essere raccontate perché parlano di emozioni vere, che riportano all’aspetto migliore del calcio. E dopo tutto anche della vita.

Parliamo dello spettacolo più bello e più seguito del mondo, ma è anche ormai business, scommesse, calciatori strapagati, procuratori, dirigenti e presidenti affaristi e tanto altro, inclusi genitori violenti di baby-campioncini presunti: di nobile è rimasto ben poco.

Allo stadio Olimpico, prima della semifinale di Conference League, insieme le tifoserie del Leicester e della Roma hanno tributato un lungo applauso a Claudio Ranieri, ex allenatore di entrambe le squadre, prima ancora galantuomo, e vere sono state la sua emozione e il suo pianto di fronte ai cori in suo onore. Per una volta, due tifoserie unite e non in contrapposizione, capaci di esprimere il più nobile e adulto dei sentimenti: la gratitudine, che richiede maturità perché comporta il superamento del rivendicazionismo adolescenziale.

Ancora più potente, forse, la seconda storia, anche se poco nota. È quella di Abdelhamid Sabiri, autore della rete molto importante che ha dato la vittoria alla Sampdoria nel recente derby con il Genoa. Il ragazzo ha 25 anni, di origine marocchina, vive da solo e non avrebbe avuto nessuno con cui festeggiare la sua prodezza. Ma, a brindare insieme, ci ha pensato la sua vicina, un’anziana tifosa blucerchiata, che accogliendolo con una sciarpa e una torta, si è proposta come nonna adottiva. La proposta è stata accolta con gioia dal calciatore, la cui nonna biologica vive in Nord Africa, che nei social ha postato tutta la storia.

Non c’è nulla da fare: quando sa parlare di emozioni, il calcio vince. Quando succede, se succede.

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