IL TOCCO DEL NOSTRO VANESSI PER ESORCIZZARE LA PAURA

di TONY DAMASCELLI – Non ho letto il libro di Vanessi Pietro. L’ho sbirciato, intravisto, tenendomi a distanza sociale e psicologica. La morte è roba seria, però il vignettista malefico ha voluto renderla una comica finale, nel senso vero.

Facile prendersela con qualcosa che non esiste ancora, ma c’è, come si dice è dietro l’angolo o sopra le nostre teste o, ancora, ci sta di fianco, ombra lei o ombre noi, chi può saperlo?

Già il fatto che il Vanessi Pietro la disegni di nero vestita, con la falce e, innanzitutto, con la mascherina anticovid, ribadisce la perfidia della stessa, non mascherina intendo, il fatto che approfitti del virus per nascondere il volto che già non esiste in quanto defunto come lei stessa, portatrice insana.

Si va di cinismo ai massimi, certamente di noia non si muore, ecco ci sono cascato anche io, giochi facili di parole per un argomento delicato, che provoca fastidi e ansie, in un periodo già angosciante di suo.

Vanessi Pietro al posto della falce usa la matita ma con lo stesso effetto, manda in frantumi le vetrine della paura e della preoccupazione, il titolo riguarda una imprecazione dialettale, siamo l’unico Paese al mondo che bestemmia contro i defunti. Stavolta la blasfemia riguarda proprio lei, l’esorcismo serve a portarci avanti con il lavoro. Non avendo letto l’opera debbo tuttavia presumere che si concluda con la parola FINE. Per l’appunto.

IL LIBRO: Pietro Vanessi, “Limortaccisua”, Officina Grafica Editorale (prenotabile da gennaio su [email protected])

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