IL ROTTAMATORE PRONTO PER LA ROTTAMAZIONE

di TONY DAMASCELLI – Il futuro è già passato. Renzi Matteo ha la stessa età di David Beckham, che però si è ritirato davvero dall’attività frequentata grandiosamente per ogni dove. Renzi no, insiste, non esce dal campo, era la grande promessa ma a quarantacinque anni ha già bruciato tutti i jolly. Eppure continua a fare le carte, ritenendosi sempre mazziere.

Si sveglia e al mattino giura fedeltà al governo, dopo colazione ha qualche ripensamento, arriva in Senato e allora torna a fare il premier ombra, addirittura ammonendo quello al sole che senza di lui, il Matteo, il Conte tornerebbe a fare il professore.

A rispolverare la Divina Commedia, c’era già un predecessore, tale Bocca degli Abati, che Dante pone nei traditori della patria, essendo guelfo ma avendo favorito, nella battaglia di Montaperti, la vittoria ghibellina, fazione con la quale aveva stretto un accordo clandestino.

Vanno da sempre così le cose fiorentine, dall’Alighieri fino al Renzi poco divino ma molto commediante, il quale si desta al mattino giurando fedeltà al piddì, al governo, alla Patria tutta ma, dopo la colazione, principia a ripensarci e dopo pranzo, stimolato da tiggì e tweet, prende a spostarsi da sinistra verso il centro e poi prima di sera finisce proprio dall’altra parte dell’Arno, dunque a destra.

La sua traiettoria politica è davvero una supercazzola brematurata, con doppio scappellamento a destra e a sinistra come fosse antani, il conte Mascetti lo ha ispirato nel pensiero e nell’azione e così Renzi si ritrova, nel giro breve di un paio di legislature, da simbolo della svolta, dal nuovo che avanza, dalla giovine Italia, non nel senso insurrezionale mazziniano, all’Italia viva, partito con percentuali da virgola, tramonto del personaggio che poteva davvero rappresentare il cambiamento di abitudini di un Paese vecchio in politica e di una Prima Repubblica ormai da rottamare.

Eccolo il verbo che lo rese famoso, lui travestito da sfasciacorrozze e il popolo bue e credere che si trattasse di un creativo, di uno stilista di idee e ideologie moderne, di respiro internazionale. Alle prese con una lingua inglese improbabile, pavone e volpe, come un toscano fiorentino sa essere, ma con il rischio, come dice un proverbio della stessa terra, “si fa come quello che si tagliò l’cinci pe’ fa’ dispetto alla moglie”.

Non siamo ancora a quel punto, ma Renzi cerca il record assoluto. Riporto, per l’appunto, la frase di grande sensibilità politica: “Io preferisco ammirare che invidiare. Preferisco collaborare che sabotare. Preferisco lavorare che sabotare”. Non lo ha detto Winston Churchill. Ma Renzi Matteo, sì, proprio lui. Ovviamente al mattino, prima della colazione.

 

Un pensiero su “IL ROTTAMATORE PRONTO PER LA ROTTAMAZIONE

  1. Ivo Caliendo dice:

    Graffiante, ironico, veritiero. Un bozzetto tratteggiato da un grande pittore, rende l’immagine più grottesca, anche se il soggetto è ancor più burlesque del ritratto.
    Complimenti, è sempre una delizia leggere le tue righe, seppur riferite (ahimè , quasi sempre) alle inadeguatezze che caratterizzano le situazioni ed i personaggi del nostro paese.

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