IL GRANDE CINEMA NELLA BATTAGLIA DIMENTICATA

La memoria è un patrimonio che forse insegna poco all’umanità, ma consente a ciascuno di poter capire e scegliere tra pace e guerra, tra odio e amore, tra indifferenza e solidarietà. Infine, tra la paura e il coraggio

“La battaglia dimenticata”, film di quest’anno proposto da Netflix, si ispira a uno dei conflitti più lunghi e cruenti combattuti nella Seconda guerra Mondiale. Nell’autunno del 1944, subito dopo lo sbarco in Normandia, le truppe alleate hanno bisogno di approvvigionamenti e individuano nel porto di Anversa il luogo ideale dove far approdare le flotte navali: una volta scaricati i rifornimenti, diventa però complicato farli arrivare ai soldati perché l’area circostante la città belga è saldamente occupata dai tedeschi. Iniziano così le operazioni militari che porteranno alla battaglia di Schelda, dal 2 ottobre all’8 novembre: moriranno quasi 13000 uomini tra gli alleati, dei quali circa la metà canadesi, e altrettanti tra i nazisti. Saranno ben 41000 i soldati tedeschi catturati.

Il lungometraggio olandese, che ha vinto 5 premi al Festival del cinema dei Paesi Bassi 2021, intreccia tre storie (una donna e due uomini), tre vite che cambieranno profondamente il loro corso e quello di altri grazie a scelte forzate, atti di coraggio e umanità impensabili all’inizio del racconto. La caratterizzazione della donna (Susan Radder) è efficacemente simbolica nel tratteggiare inquietudine e terrore dei cittadini della Normandia e sarà costretta suo malgrado ad avere un ruolo centrale nella narrazione, dovendo fornire informazioni preziose agli alleati. Jamie Flatters e Gijs Blom recitano invece rispettivamente nei panni di un pilota britannico e di un soldato nazista, il primo ardito e a caccia di gloria ma costretto dagli eventi a fuggire e nascondersi, il secondo freddo e crudele ma aggrappato a un filo di umanità residua che manifesterà a più riprese proprio nei confronti della Radder.

Costruito straordinariamente nelle sequenze dei combattimenti e nell’ambientazione storica e geografica, recitato con estrema raffinatezza anche nelle sfumature caratteriali dei protagonisti, il film è un crescendo di emozioni e colpi di scena grandi e piccoli. Ne sono rimasto coinvolto senza respiro dal primo all’ultimo fotogramma, apprezzando il mosaico di sofferenze, angosce, sollievo e poi ancora pathos, raccontati con intensità e passione. Moltissime sono le pellicole di guerra: questa merita per l’originalità della costruzione e il racconto di un evento, in effetti, dimenticato, senza la gloria che gli viene restituita adesso dalla direzione di Matthijs van Heijningen Jr., molto abile e altrettanto ispirato.

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