IL GALATEO DI BROZOVIC

di TONY DAMASCELLI – Brozovic Marcelo ha un buon tocco di palla. E anche visione di gioco delicata, tipica degli slavi ai quali, se consegni una palla, pallina o pallone, sono capaci di trasformarla in una magia imprevedibile, nel tennis, nel calcio, nel basket, nella pallanuoto. Artisti geniali.

A volte, però, è opportuno restare a distanza, non soltanto sociale da virus. Se incontrate, ad esempio, nottetempo, in un vicolo, Sinisa Mihajlovic infuriato per un arbitraggio o una offesa, vi consiglierei di cambiare tragitto. Idem come sopra se l’astante dovesse essere Mario Mandzukic.

Ma torniamo al bel Marcelo, quando si dice una personcina elegante e raffinata. Già circolavano voci condominiali che molestasse la Wanda di Maurito e la qualcosa sembrava davvero improponibile, considerato le physique non di ruolo ma di aspetto del croato a confronto dell’argentino. Il paese è piccolo e la gente mormora come il Piave e allora Brozo ha abbassato la cresta, radendosi anche il cranio per assumere un aspetto ancora più penitenziale.

Tempo dopo, l’arrivo del danesino Eriksen lo deve avere irritato parecchio, come io gioco con questa casacca da anni, ci metto il cuore e i muscoli, poi spunta questo tacchino freddo (Eddie Firmani doc) e devo farmi da parte? Giammai, anzi mi compro la Rolls Royce di quelle che di più non si può e non si paga e vado via a mille per Milano, chissenefrega di Eriksen il rosso e del rosso dei semafori. Multa, ritiro della patente, ma si prosegue.

L’altra notte il galantuomo ha accompagnato un suo amico al Pronto Soccorso del San Carlo di Milano, non lontano da San Siro. Brozo deve aver pensato, sono uno dell’Inter, sono un calciatore, ali di folla mi applaudiranno lasciandomi passare. In verità la folla non era ai lati ma davanti alla figura sua e del socio ferito a una gamba. Brozo ha urlato, inveito, insultato gli astanti, lui voleva il posto di titolare anche davanti al medico e agli infermieri. Toni alti e parole di una bassezza, sono arrivati anche i carabinieri, non era necessario il Var, il croato era in evidente off side, fisico e mentale, gli hanno fatto presente che un altro santo era pronto a riceverlo, dal San Carlo a San Vittore, un giro di minuti e ok il gabbio è giusto.

A questo punto, Brozovic ha capito di rischiare l’espulsione e la squalifica, essendo evidentemente un po’ don Abbondiovic ha abbassato la capa e aspettato il turno. A mente fredda, magari dopo consultazioni con gli esperti di pubbliche relazioni e d’immagine, pure le scuse da chierichetto.

Ma vedrete che il caso non finirà qui. Siamo in Italia, Brozovic rischia le pesanti conseguenze. Verrà convocato in caserma, per un selfie e un autografo, magari con biglietto omaggio per la prossima partita dell’Inter. Come diceva il grande Zanetti Gualtiero, direttore: ”So’ ragazzi”.

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