IL CALCIO DELLE POVERE GIOIE CHE SOFFRONO TANTO

di TONY DAMASCELLI – Ci voleva davvero questa pausa del campionato. Sentivamo la necessità di fermarci. In verità non si ferma nessuno. Ecco la comica. Le nazionali fanno l’appello e convocano un centinaio di patrioti, in mezzo alla pandemia gli aerei si riempiono di atleti di ogni zona d’Europa e del mondo, si va via di tamponi come il pane, si saltano ostacoli burocratici con l’autocertificazione di giornata, il calcio se ne infischia dei lockdown, non ha zone rosse, arancione, gialle e bianche, il suo monocolore è un passaporto valido dovunque.

Si gioca per le qualificazioni al Qatar 2022, non sappiamo quello che potrà accadere in questa settimana ma siamo proiettati per il mondiale dell’anno prossimo, prima storica della collezione Fifa autunno-inverno.

Nel frullare di voci e di idee, il football prosegue per la propria strada, un po’ come se guidasse l’autostarter, la macchina che ha le ali aperte per mantenere tutti i cavalli sulla stessa linea e impedire il sorpasso (è il sogno della mia vita, arrivo al casello di Melegnano, provvedo all’apertura delle ali e filo via così fino a Lecce).

C’è poco da scherzare, infatti discutono sui privilegi dell’Inter contagiata che non vuole spedire i suoi in nazionale, altri fingono malattie, altri si affidano alle aziende sanitarie locali, è un circo con molte bestie, preziosissime e con astuti domatori.

A proposito: uno di questi, tra i più famosi, Massimiliano Allegri, ha ritrovato la parola dopo due anni di silenzio stampa e si è appalesato a Sky sport notturno, nel club degli scamiciati gestito da Caressa Fabio. Tra le molte cose, divertenti e divertite, pronunciate in perfetto livornese, come la rana dalla bocca larga, Allegri ha ribadito che sono i calciatori a fare l’allenatore e non viceversa, che sono gli attori in campo a decidere le sorti di una partita e così andando.

Ora la domanda sorge spontanea, anche se nessuno degli astanti ha pensato di porgerla al suddetto: perché mai, allora, gli stessi allenatori pretendono salari multimilionari se la loro incidenza tecnica e tattica è marginale? La risposta è immediata, la lanciò Totò De Curtis: “ecchè, so’ scemo?”.

Avanti tutta, tampone libero e, per non farsi mancare niente, anche la proposta di Gareth Southgate, allenatore della nazionale inglese, che chiede vaccino libero per tutti i calciatori. Massì, diamo loro una mano, stanno soffrendo come nessun altro nell’universo. Un bell’applauso e pubblicità.

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