I VACCINI CE LI FANNO INFERMIERI O BRADIPI?

 

di ARIO GERVASUTTI – Chiedo scusa, la matematica non è mai stata il mio forte. Però quando sento il premier Giuseppi Conte annunciare trionfante che la previsione è di arrivare a vaccinare contro il Covid “10 o 15 milioni di italiani entro la fine di aprile”, i conti non mi tornano. Mi viene subito istintivo rispondergli, anzi chiedergli: e sarebbe un’impresa? E sarebbe un record di efficienza?

A seguire, prendo in mano la vecchia, cara calcolatrice.

Parto da un presupposto: in una situazione di pandemia come quella attuale, dovremmo presumere che non ci siano orari, festività, turni o ostacoli vari, pur di arrivare a vaccinare tutti nel più breve tempo possibile. Per dire: voglio sperare che le vaccinazioni vengano effettuate anche nel sacro weekend. Ovvero anche il sabato e la domenica.

E allora, dal 1 gennaio al 30 aprile ci sono 120 giorni. In Italia vivono 60 milioni di persone, no vax più, no vax meno. Significa che in teoria, per completare la vaccinazione di tutti (dico tutti, non “10 o 15 milioni” come se 5 milioni in più o in meno fosse una differenza da poco), si dovrebbero fare 500mila iniezioni al giorno. Ragiono: quanto tempo ci vuole per fare un’iniezione? Facciamola larga: 5 minuti comprensivi di “buongiorno, come sta, a casa tutto bene, prego si accomodi e si rimbocchi la manica della camicia”, eccetera. Vuol dire che un operatore in un’ora può fare 12 iniezioni, diciamo stando comodi un centinaio di iniezioni al giorno. Quindi – grazie, calcolatrice – per fare 500mila iniezioni in un giorno servono 5mila operatori.

Ora: il governo ha annunciato ai quattro venti che ha acquistato decine e decine di milioni di dosi, subito disponibili. I primi 15 milioni nei primi 15 giorni di gennaio. Quindi non c’è – lo dicono loro – alcun problema di approvvigionamento. E allora, mi domando: di fronte a una situazione di estrema urgenza come questa, quanti operatori mette in campo il governo per la campagna vaccinale? Non dico 10mila, come dovrebbe essere logico: ma almeno i 5mila che servirebbero a concludere il “giro” entro aprile, almeno quelli vogliamo impiegarli? Non voglio pensare che non sia così. E dunque siamo alla conclusione: da gennaio ad aprile dovremmo e potremmo tranquillamente vaccinare tutti gli italiani, altro che 10 o 15 milioni, tra l’altro spacciando questo dato col petto in fuori.

A concludere. Siccome non ho dimenticato i tempi in cui mi tormentavano con la “prova del nove”, faccio pure il calcolo inverso: se il governo si dichiara soddisfatto di riuscire a fare “10-15 milioni di vaccinazioni entro aprile” (facciamo 15, largheggiamo…) , e rifiutandomi di credere che vengano messi in campo meno di 5000 operatori in tutta Italia (sono circa 240 per ogni Regione, non ditemi che non si trovano), significa che ciascuno di loro farà 25 iniezioni al giorno. Lavorando (in questo caso, si fa per dire) 8 ore al giorno, sarebbe una media di 3 iniezioni l’ora. Se ragioniamo così, questi non sono infermieri: sono bradipi. Caro premier, non vendiamo fumo: 10-15 milioni di italiani vaccinati entro aprile non sono un dato confortante, un lavoro di cui andare fieri. Sono niente. Il numero è ridicolo, di fronte a questa tremenda emergenza.

Rimetto le mani avanti: la matematica non è il mio forte. Perciò chiedo a chi è più bravo: dove sta l’errore?

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