HALLOWEEN, LA NOTTE MAGICA DELLE SCIURETTE

Ci sono tradizioni antichissime, che riappaiono nelle nostre abitudini quotidiane: legami difficilmente immaginabili tra manifestazioni ataviche e mode del momento. Una di queste riguarda Halloween, festa che affonda le sue radici nelle epoche più remote della nostra civiltà: allora, si aspettava con trepidazione che passasse la notte più lunga, quando i morti camminavano per le campagne e per i villaggi. In quell’epoca lontana, quella ricorrenza si chiamava Samhain, e cadeva tra la fine di ottobre e il primo di novembre, quando ancora non esistevano ottobre né novembre, perlomeno alle latitudini in cui vivevano i popoli celti, da cui abbiamo ereditato questa festa. Poi, con quel sincretismo un tantino brutale che il cristianesimo esercitò sulle forme religiose precristiane in tutta Europa, Samhain divenne Ognissanti. Con buona pace dei bardi e dei druidi.

Fin qui, sembrerebbe tutto normale: molte altre manifestazioni pagane si sono convertite, insieme ai sovrani altomedievali, alla religione della carità e dell’amore: basti pensare al ‘genius loci’ latino, trasformatosi in santo patrono delle nostre città.

Solo che, in epoche enormemente più recenti, questa festa così antica è diventata una modernissima burinata: si è trasformata in un rituale collettivo dai contorni deprimenti, più pagano del più pagano dei riti pagani. Perché strettamente legato all’unico dio che non farei mai entrare nel mio pantheon: il dio denaro.

Mercè l’americanizzazione, ovvero la mercificazione, del buon vecchio capodanno celtico e grazie al tramite cinematografico e televisivo, Halloween è diventato un must sociale per tutte le sciurette di garbo del nostro Paese. Potete star sicuri che, quando ci arrivi da oltreoceano una moda, più essa sarà mencia, volgare, strapaesana, più le sciurette di cui sopra la introiteranno nel proprio stile di vita. Giacchè funzionano così: passano la vita ad ovviare ai loro deficit culturali aggiornandosi col passaparola. La loro Treccani sono i programmi pomeridiani per massaie annoiate. E, quindi, va da sé che, tra loro, una festa esclusivamente mercantile, dolorosamente consumistica, come Halloween, spopoli. E, quindi, vai di vestitini da strega o da zombie per i loro fortunati pargoli, che, a forza di pipistrelli di cioccolato e di cappelli da arcimago, cresceranno supremamente scemi. Anzi, due volte scemi: oltre che scemi in proprio, resi ancor più scemi dall’idea che, per ogni evento, si debba sborsare fior di palanche, pena il passare da paria o da sfigato, nel nobile consesso sociale.

Purtroppo, è così: oggi, se non ti abbigli da revenant o da fattucchiera, andando ad importunare gli altri condomini del tuo complesso di villette a schiera, ingresso indipendente e ampia tavernetta, non sei considerato à la page. Ed è questo il nuovo vangelo: questa la versione usa e getta di Ognissanti. Salvo, poi, il giorno dopo, festività dei morti, andare tutti quanti al cimitero, a trovare i nonni e gli zii: bambini dite la preghierina! E i pargoli, un filo in confusione, dopo la sbornia di cioccolatini e caramelle, compunti, esclameranno: dolcetto o scherzetto?

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