GUIDA PRATICA PER VIVERE CON UN’ISTERICA

di MICAELA UCCHIELLI (psicologa e psicoterapeuta) – Nel corso degli ultimi minuti di una lezione dedicata alla clinica dell’isteria, mi sono ritrovata a fornire, in modo ironico, piccoli consigli al genere maschile, in maggioranza numerica fra gli allievi, consigli pratici per “tenersi” un’isterica. Ho pensato: divertente. Potrei scriverne.

Dovete infatti sapere, cari uomini, che il genere femminile è tendenzialmente popolato di isteriche, il che non è certo un’offesa, ma un semplice dato di struttura. Diciamo che è come dire che voi siete prevalentemente ossessivi. Questo se tutto va bene e siamo nevrotici dunque “normali”. Per la psicoanalisi, naturalmente.

Chi sono dunque queste simpatiche isteriche? Conosciamole più da vicino. Esse di solito domandano una cosa volendone un’altra, ossia quando dicono no desiderano, in realtà, dirvi si. Quando ad esempio vi diranno che schifo! ciò che rifiutano è esattamente quel che desiderano, ma non lo ammetteranno mai, perché…non lo sanno. Complicato eh? Valle a capire, dicono i pazienti uomini, cui il lato femminile replica: eccone un altro che non sa come prendermi. Un altro con cui non funziona.

Il problema per l’isterica ha a che fare con la sua identità di donna; come a dire che se stesse costruendo il puzzle che la rappresenta, nel mezzo dell’immagine mancherebbe un pezzetto. Il pezzo più importante. Quello che la definisce in quanto essere il cui sesso è femminile. Chi ha lavorato con lei a quel puzzle non l’ha aiutata a trovare il pezzo che manca perché non sapeva dove cercarlo. Di solito è la madre. Di questo ho già scritto in un articolo di qualche mese fa. L’isterica è dunque un soggetto che quel pezzetto mancante lo va a cercare nell’altro. Nell’altra donna, cui è sempre molto interessata, e nell’uomo. Alla prima domanda di mostrarle cos’è davvero una donna, al secondo di darle consistenza con il suo amore.

Ogni rapporto si presenta allora come un triangolo, uno dei cui vertici è occupato, sempre, dall’altra donna di cui lei interroga il mistero. Cosa rende una donna desiderabile ai tuoi occhi? Cos’è una donna? Sembra domandare al suo uomo. L’altra può avere molti volti: un’amica, la madre, la collega, l’amante del marito, la madre di lei, in quanto donna di suo padre che, per un’isterica, è sempre il vero partner.

In questo interrogativo incontra la complicità inconscia del suo lui, particolarmente portato per struttura a collocare su due piani e in due luoghi diversi amore e desiderio. Di solito infatti ama lei, ma desidera altro. O un’altra. Questo desiderio sempre enigmatico e un po’ altrove è il nodo centrale. Perché?

Quando l’isterica vi domanda qualcosa, quel che desidera in realtà è che non la si accontenti! Un’isterica vi dirà sempre che vuole essere l’unica, ma quando ne avrà certezza volgerà lo sguardo in altre direzioni: il segreto del suo desiderio prevede infatti che resti insoddisfatto. Almeno un po’. Farà dunque di tutto per diventare colei che vi manca. Si prodigherà per sedurvi, per rendersi indispensabile, si proporrà di curare la vostra mancanza che lei stessa avrà scavato in voi, soprattutto se siete quel tipo di uomo che apparentemente non manca di nulla. Un padrone. L’isterica cerca infatti un uomo in posizione di potere, di sapere. Un uomo che sappia molte cose e che molte altre donne desiderano. Un padrone su cui regnare, diceva Lacan. Se riesce, però, il gioco è fatto. Quando il vostro desiderio sarà tutto per lei, girerà i tacchi e se ne andrà, o resterà amando ma desiderando altrove. Esattamente come un uomo.

Quel che conta è infatti che la si desideri, ma non troppo, e che la si ami. Possibilmente senza goderne. Se mi ami davvero non puoi ridurmi ad un corpo. Si sottrae spesso al rapporto sessuale, oppure lo usa come strumento di seduzione ma quando si concede, e molte isteriche contemporanee appartengono a questa seconda categoria, non ci sarà tutta. L’anorgasmia (ma ce ne sono altri) è un modo di non darsi completamente. Ti offro il mio corpo ma non il mio godimento. Lascio che qualcosa di me ti manchi.

L’isterica, diversamente dalla donna, seduce infatti per essere. Per completare il suo puzzle. Se non è desiderata, non esiste. Non sopporta invece di essere goduta, rifiuta cioè la posizione femminile; acconsentire ad essere l’oggetto del godimento di un uomo. Diversamente, quando una donna seduce lo fa per essere amata e goduta, godendone a sua volta, senza correre il rischio di perdersi nel legame. Con un desiderio deciso.

Se l’isterica non sa quel che vuole e lo domanda a voi, una donna, invece, sa volere quel che desidera e sa come prenderselo. Senza timore che il desiderio svanisca l’alba successiva alla sua realizzazione.

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