GLI ANGELICI NEUTRALI CHE CI FANNO SENTIRE IN COLPA

Venti di guerra e uragani di pessimismo. Questa è la nostra vita ormai, saccheggiando le allegorie del meteo. Là fuori dalle mura di casa nostra, ma ben radicati dentro all’anima, c’è l’invasione dell’Ucraina, c’è ancora una pandemia, c’è la nuova inflazione, c’è la penuria di gas e petrolio, c’è pure una feroce siccità, che in assenza di altre angosce sarebbe certamente in cima ai titoli di tutti i telegiornali.

Senza fare i piagnoni, possiamo concederci uno sbocco di reale mestizia: no, non è per niente facile esistere al giorno d’oggi. Persino per noi, che comunque siamo relativamente al sicuro.

Eppure si potrebbe sopportare anche meglio, se negli ultimi tempi non dovessimo caricarci addosso un peso supplementare, del tutto impalpabile e indefinibile, ma sicuramente greve come il marmo: chiamiamolo per intenderci una specie di imbarazzo personale, un qualcosa che assomiglia molto al pungente senso di colpa.

Già l’avevamo latente, da qualche parte, dentro di noi. Poi sono arrivati loro, gli angelici neutrali, a farcelo esplodere come un intimo fungo atomico. Funziona più o meno così: anche la maggioranza di noi, che non ha mai sparato un colpo se non per obblighi militari al Car, che non ha mai alzato un dito conto nessuno, che prima di prendersela con qualcuno prova a mettersi nei suoi panni, di fronte all’aggressione prepotente di Putin, ma soprattutto di fronte a vecchi, donne, bambini costretti alla fuga senza portarsi dietro niente, di fronte a questo scempio della libertà individuale la maggioranza di noi  trova giusta la resistenza degli ucraini. Abbiamo avuto la nostra di resistenza, sappiamo distinguere tra violenza tirannica e violenza per legittima difesa. Lo sappiamo perchè il nostro pacifismo non è fanatico e cieco, lo sappiamo perchè ad esempio di fronte a un femminicidio mai ci sogneremmo di dire che l’ex marito geloso andava ascoltato, capito, subìto, perchè non si alza un dito mai, nemmeno mentre quella bestia ti sta ammazzando a coltellate.

Queste, più o meno, le nostre coordinate di coscienza. Sembravano reggere, inizialmente. Se dentro avvertiamo un senso di giustizia, comprendiamo bene che Putin è la parte sbagliata e l’Ucraina è la sua vittima, anche e persino se l’Ucraina non ci sta tendenzialmente simpatica, perchè la questione non è l’Ucraina in sè, ma la libertà umana presa a colpi di mortaio dal più prepotente, in nome di un’idea malata del proprio potere.

Poi però arrivano loro, i neutrali. Quelli che ci mettono nell’angolo e ci fanno sentire sporchi, perchè “qualunque guerra va condannata senza se e senza ma”, “perchè la pace deve vincere sempre”, fino all’idea specifica su questa vicenda specifica, “se L’Ucraina si fosse arresa subito non sarebbe successo tutto questo”.

Certo questa è la soluzione più pittoresca, perchè chiunque riesce a immaginare come spalanchi le porte alle prospettive più aberranti, cioè accettare l’idea che il violento in sostanza vinca sempre e abbia sempre ragione, basta calchi il tacco sulla testa di qualcuno, di qualche nazione, e subito si trova la strada spianata per esercitare il suo arbitrio più cattivo.

Ma anche senza arrivare a questi estremismi della non-violenza, esiste un campo larghissimo di angelici neutrali che a modo loro sanno uscire splendidamente da tutti i dubbi e da tutte le macerazioni. E’ la soluzione eterna a costo zero, con assoluzione assicurata: non prendere posizione, non schierarsi, starne fuori comunque. E’ la neutralità che consente di fare sempre invidiabili figuroni. Eccerto, dire niente armi e niente guerra, parlatevi e trovate un accordo, dire cose così alte è grandioso. Dio, quanto è nobile un uomo che ragiona così. Quanto è saggio, quanto è sapiente, lui sì andrà sparato in Paradiso.

Peccato che essere neutrali, certe volte, sia solo pensare a se stessi, alla propria incolumità d’anima santa, lasciando fuori e distanti dal proprio Ego lo sporco e il brutto odore della realtà. Mi metto in salvo dalle imbarazzanti etichette e continuo a surfare sulla cresta dell’onda migliore, là dove non mi arrivano neanche gli schizzi, perchè io penso la cosa migliore, a prova di rimorso, basta guerra, fermatevi, trovate un accordo.

Bello, molto bello. Zelenski si arrende subito alla prima cannonata. Ma se proprio non ce la fa, alza il telefono e chiede amabilmente a Putin una cosa del tipo dai Vladimir, non fare così, ci vediamo domattina al bar dell’angolo e mi dici cosa ti serve, così sistemiamo tutto e nemmeno devi sprecare un carrarmato, se ti serve tutta l’Ucraina non fare complimenti.

E’ questo il mondo che ci propongono gli angelici neutrali. Sapendo probabilmente loro per primi che è un mondo fantastico e impossibile. Ma non importa: è il mondo di cui hanno bisogno loro per sentirsi a posto. Per sentirsi migliori. In questo loro mondo non esistono dubbi, rimorsi, crisi di coscienza. Men che mai sensi di colpa. Le colpe sono nostre, che tutti i giorni ci sporchiamo rotolandoci nella vita.

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