FORSE PIU’ LIBERI, CERTO PIU’ IGNORANTI

 

di ALBERTO VITO (sociologo e psicologo) – Tutti, se pensiamo al tema dell’informazione, in prima battuta temiamo innanzitutto il rischio della censura o del condizionamento proveniente da messaggi calati dall’alto, imposti da chi detiene il potere economico e politico.

Gli studiosi dei processi organizzativi aziendali definiscono comunicazione verticale quella che scorre dall’alto verso il basso e serve a garantire il rispetto dei processi decisionali. I mass-media, compresi giornali e tv, adottano questo classico sistema di uso dei flussi informativi.

Tuttavia, con l’uso sempre più trasbordante dei social, stanno emergendo in modo massiccio i rischi legati alla comunicazione orizzontale. Questa, all’apparenza più democratica, comporta lo scambio di informazioni tra pari rango ed è più informale, veloce, priva di controllo. I social sono il veicolo ideale per questo tipo di comunicazione: messaggi brevi, non approfonditi e non verificati, proposti da chiunque a chiunque. Il successo del messaggio è legato alla sua velocità, non al suo contenuto.

Tuttavia qui si nasconde una pericolosa insidia: in assenza di controllo, ahimè, rischiamo di diventare non più liberi, ma solo più ignoranti. Un esempio concreto: i terrapiattisti, come sparuta minoranza, magari sono sempre esistiti, ma solo oggi hanno decine di siti a loro disposizione per diffondere le loro teorie e renderle attraenti per un gran numero di persone. La vastità della comunicazione orizzontale favorisce la diffusione delle cosiddette fake-news.

Chi vive di rapida reattività non ama gli approfondimenti, ignora cosa sia la verifica delle fonti e troverà le regole della comunicazione verticale un’inutile perdita di tempo.

E’ evidente come la questione dell’equilibrio tra libertà e controllo sia nodale e decisiva nelle società moderne, ed è molto complesso trovare un adeguato punto di equilibrio tra istanze opposte ma in qualche modo entrambe necessarie.

Certo, nei momenti di crisi, come l’attuale determinato dall’emergenza sanitaria, le istanze di controllo sembrano acquisire maggiore rilievo ed inoltre occorre tener conto che mai come oggi l’umanità ha a disposizione mezzi tecnologici molto sofisticati, tali da consentire un effettivo controllo degli individui, dagli spostamenti alle spese economiche.

Tuttavia, resta vera l’affermazione secondo cui il Potere, qualunque esso sia, si nutre dell’ignoranza e teme più di ogni altra cosa la capacità di critica. In altre parole, ha il terrore dell’essere umano capace di usare la propria testa.

 

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