FORSE LA FRANCIA CAPIRA’ CHE L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA NON E’ SOLO AFFARE NOSTRO

Dalla Tunisia era sbarcato, clandestinamente, a Lampedusa il 20 settembre. Poi, dopo la quarantena obbligatoria per tutti i migranti che arrivano in Italia, il 9 ottobre era stato trasferito a  Bari in un centro di accoglienza e, dopo aver ricevuto un ordine di espulsione dall’Italia, è arrivato in Francia pochi giorni dopo. Questa mattina, a Nizza, nella basilica di Notre-Dame, Brahim Aoussaoui, 21 anni,  ha ucciso tre persone ed è stato poi arrestato. Le autorità francesi lo avrebbero riconosciuto grazie ad un foglio che aveva in tasca, rilasciato dalla Croce Rossa Italiana.

“Se la vicenda fosse confermata, il ministro dell’Interno Lamorgese deve dimettersi”, attacca il leader della Lega, Matteo Salvini.

Non risparmia le accuse a Conte e ai suoi ministri neanche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Il governo deve chiarire come sia stato possibile una cosa del genere. Se questa notizia dovesse essere confermata sarebbe di una gravità inaudita ed esporrebbe la nostra Nazione al rischio di isolamento”.

Tutto legittimo e sacrosanto. L’Italia deve porsi davvero certe domande, che troppo a lungo ha finto di ignorare.

Ma anche la Francia, oltre ad accusare il sistema colabrodo dei nostri controlli, farebbe bene finalmente a convincersi che l’immigrazione clandestina non è una questione solo italiana. Con la Francia, dovrebbe chiederselo l’intera Europa, una volta tanto. Mai dimostrazione fu più evidente.

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