EPPURE BILL E MELINDA HANNO PERSO TUTTO

di MARIO SCHIANI – Messi in proporzione al loro patrimonio, siamo tutti figli di Bill e Melinda. Dove il primo fa Gates, naturalmente, e la seconda French in Gates. Anzi, “out” Gates, perché come ormai l’umanità ha appreso la coppia ha annunciato l’intenzione di procedere al divorzio. Ciò comporta la divisione del patrimonio il quale, facile immaginarlo, è di vastità tale che, per semplificare, si potrebbe dire che i due si spartiranno il mondo: la Francia e le sue boulangeries la prendo io, a te che piace tanto il caffè lascio il Brasile per l’Arabica e pure il Vietnam per la qualità robusta.

In mezzo, figlioli a rischio di pericolose fratture psicologiche, ci siamo noi, tutti quanti di dritto o di rovescio utenti o clienti di Microsoft, molti di noi, quelli che vivono nelle parti meno fortunate del globo, in attesa della mano santa allungata dalla Bill&Melinda Foundation, organizzazione impegnata, come si legge nell’homepage del sito, a combattere “povertà, malattia e disuguaglianza”. Dal 2000 a oggi, la Fondazione ha erogato fondi per 54 miliardi di dollari. Con spese del genere, è una fortuna che dal 2006 riceva un contributo annuale anche da parte del finanziere Warren Buffett: nel 2019, per esempio, il suo assegno è stato di 2,7 miliardi di dollari.

Un’alleanza tra mega-magnati che non poteva passare inosservata: i fabbricatori di cospirazioni ne hanno fatto terreno per seminare sospetti di ogni sorta. Secondo una delle più recenti teorie, Gates & C. si sono inventati il Covid in modo da poter lanciare una campagna globale di vaccinazioni obbligatorie con la quale impiantare in noi tutti dei microchip che ci renderebbero simili a cani e gatti registrati all’apposita anagrafe.

Ora che divorziano, si presume che Bill e Melinda dovranno decidere cosa fare della Fondazione e dei loro piani di dominazione mondiale. Continuare insieme oppure spartirsi gli umani, metà con il microchip-Bill e metà con il microchip-Melinda? Vedremo, anzi i cospirazionisti ci faranno sapere…

Per ora i due hanno da spartire un bel po’ di altra roba. Denaro in ogni sua forma materiale e immateriale, ville con sette e più camere da letto e, soprattutto, 18 bagni, ranch, terreni, perfino un’isola nel Belize (un’idea-regalo per l’uomo che ha tutto?). Sommato, il patrimonio dei due supera i 200 miliardi di dollari.

“Non moriranno di fame”, ha scritto un commentatore. Direi che con tanti soldi, per loro un obiettivo più ambizioso sarebbe quello di non morire nel tutto, investendo in organi artificiali con cui sostituire i pezzi originali mano a mano che si usurano.

Eppure, seduti in cima a una montagna (ormai a due montagne) di soldi che avrebbero sgomentato Paperone, vien da pensare che prima o poi anche loro verranno colti da un pensiero malinconico per un matrimonio che non è più, per una relazione perduta, un’intimità dissolta. Cose banali, da poco, sulle quali tuttavia molta gente – direi tutta -, fa ancora affidamento. I pezzi originali di questi sentimenti ancora non sono in vendita: neanche in cambio di un’isola nel Belize.

 

 

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