“E SE RIPARTONO LE AMBULANZE?”

La saggezza di un lettore. Siamo lieti di pubblicarla:

“Mi permetto di inoltrare questo mio appello, forse un po’ guastafeste, ma credo sensato. Perdonatemi, se potete.

Fra pochi giorni inizierà la fase 2, tanto auspicata da molti. Ecco, mi piacerebbe rammentare a tutti, pronti a riversarsi con le protezioni per le strade, nei centri commerciali, nei parchi, o in altre attività aperte, che il pericolo più rilevante, forse perché sottovalutato, sono i ritrovi tra le rassicuranti e protettive pareti domestiche, con cene, pranzetti domenicali, festicciole con parenti e amici cari, ultimamente visti solo attraverso skype o videochiamate .

Il punto è che il Covid-19 non è sparito per decreto, è potenzialmente letale come prima. Nessuno, con le conoscenze attuali (tampone compreso, che attesta solo lo stato al momento del controllo), può essere certo di non essere infetto o immune e, soprattutto, il virus non nutre simpatie o antipatie, è molto democratico, può infatti colpire duramente anche le persone più care, come si è già visto…

Credo che bisognerebbe tenere in grande considerazione questi fatti, perché altrimenti l’unica ripartenza sarà quella delle ambulanze verso le terapie intensive”.

Antonio Defabianis

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2 commenti su ““E SE RIPARTONO LE AMBULANZE?”

  1. Orfeo Benaglia il said:

    A questo punto bisogna almeno saper copiare. I cinesi hanno adottato mascherine distanza ecc.
    Già ma noi siamo una democrazia……
    Che il covid l’abbia capito?

  2. Dongiovanni Cristina il said:

    Io spero vivamente che esista un timore piuttosto pesante tra la popolazione, in particolare infiltrato tra quella più vivace e più aggregativa.
    E’ terribile doverlo ammettere, ma forse alcuni decessi tra persone anche molto giovani possono aver sensibilizzato anche le categorie meno disciplinate e più spavalde, che per rispetto non voglio globalizzare menzionandole. Purtroppo credo che per riuscire a far breccia nel buon senso di molti servano traumi tangibili, quelli che riescono a smuovere l’immaginario personale più negativo. E’ un’ipotesi che auspico corrisponda il più possibile alla realtà, anche se il mezzo è così triste. Ciò che mi lascia comunque molto perplessa è l’organizzazione dei trasporti e del traffico umano soprattutto nelle grandi città. I presidi che ci siamo dovuti inventare per sperare in un efficace distanziamento sociale mi appaiono precari e poco realistici se non strutturati con l’ausilio di personale addetto al rispetto e controllo delle regole e soprattutto se non verranno affiancati da una programmazione attenta dei flussi umani che a mio avviso, viaggiando in MM da 30 anni, possono essere regolati esclusivamente da orari di lavoro diversificati e concertati tra le autorità e le organizzazioni di settore. Se riusciranno farò i miei complimenti, in questo momento non riesco ad immaginare una collaborazione così riuscita, dunque mi preoccupo. Ma voglio essere ancora una volta positiva. Aspetto la prossima settimana.

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