E DIRE CHE L’ITALIA ERA TRICOLORE

di FRANCESCO BOZZI e PIERLUIGI MONTEBELLI – Finalmente ce l’abbiamo fatta! Abbiamo sempre sognato una vita a colori! L’abbiamo letto in tante interviste, in tanti titoli ad effetto, “Voglio vivere a colori” cantava anche Fiorello negli anni ’90. Ecco, nel 2020 ci siamo riusciti.

Abbiamo una vita governata dai colori, a cominciare dal Governo. Coalizioni che mutano come un camaleonte del Madagascar, gialloverdi, giallorossi, giallo rossi con aperture sull’azzurro, particelle azzurre che diventano verdi. E da cotanta tavolozza vengono emanate direttive a loro immagine e somiglianza: le regioni a colori.

Ti tocca capire dal colore della tua regione se ti è permesso lavorare o non lavorare, mangiare al ristorante o non mangiare al ristorante, andare a trovare un amico in un comune diverso dal tuo o semplicemente fare una passeggiata scacciapensieri, oppure si ti tocca stare tutto il giorno in casa con tua moglie che ti obbliga a vedere “The Crown”.

Ed è in questi momenti che penso ai paesi di confine fra una regione e l’altra.

Immagino due paesi uno di fronte all’altro, in uno puoi fare quasi tutto, nell’altro nulla, a parte vedere “The Crown” con tua moglie.

È la rivincita dei molisani. Il Molise, non solo esiste, ma è giallo.

Li vedo mentre, guardando i cugini abruzzesi, imitano la celebre scena di Alberto Sordi: ”Abruzzesiiii…”.

Ma tutte e tre le zone, in questi giorni sono state accomunate da un unico colore: il Black. La Black Week, che poi all’inizio era solo Black Friday, ma si sa, al peggio non c’è mai fine.

Siamo stati tartassati da sconti per qualunque cosa, dai tappi in sughero al camion con rimorchio. E noi, ligi al gioco “strega comanda color”, ci siamo adeguati.

Abbiamo comprato, tanto che ci frega, c’è il Recovery Fund, il Decreto Ristori, il Mes. Ma cosa sono? Boh, intanto sbrighiamoci che alla Lidl c’è la porchetta a 3 euro e 99 e ti danno in omaggio pure una scala a pioli, e poco importa se la sera per addormentarci invece di contare le pecore contiamo i virologi.

In questi giorni avremo l’ennesimo D.P.C.M, che ci indicherà il colore che ci toccherà per le prossime festività; ormai l’ acronimo D.P.C.M ha assunto un altro significato: Dopo Parla Conte Minchia!

Ma noi attendiamo fiduciosi la luce verde, per un bianco Natale, anche se col conto in rosso, che poi messi insieme questi colori sono pure belli. Viva l’Italia.

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