E ADESSO TUTTI LETTORI

di JOHNNY RONCALLI – Lo ammetto. Al sopraggiungere della notizia, è sopraggiunto anche un eccitato prurito ai polpastrelli. Quel prurito che spinge l’indice a sfilare il libro dallo scaffale, ad accoglierlo tra le mani, sfogliarlo. Annusarlo anche, per quel che mi riguarda.

La notizia riguarda la riapertura delle librerie.

Ma subito dopo la libido iniziale, subentra la ragione.

Non è una saggia decisione. Ne comprendo il valore simbolico, ma appunto perché simbolico bastava dire: ci piacerebbe tanto. Una sorta di provvedimento concettuale, come per le opere d’arte, senza provvedimento vero e proprio.

Il lettore e frequentatore seriale in realtà si è già attrezzato. Al di là della lusinga che desta gli istinti primordiali, ha scorte e risorse da vendere e nulla per altro troverebbe di male, alla peggio, nel rileggere i classici o anche i meno classici a cui però è legato per formazione, informazione e deformazione.

Alla peggio però ci sono gli ebook da scaricare, ci sono comunque un sacco di librerie che si sono organizzate con consegne a domicilio. Sì, il lettore seriale è organizzato, tanto che si porta appiccicata anche la diagnosi di accumulatore. Ha pagine e pagine per almeno un altro paio di pandemie.

Un secondo di pausa per gli scongiuri.

Non entro nell’analisi delle questioni economiche e relative al mercato, è bene che si esprimano i librai, ma sui non lettori vorrei dire due parole.

All’improvviso ne fioriranno ovunque. Anche tra coloro ai quali non importava nulla che la libreria più vicina fosse a chilometri di distanza, alcuni ora esulteranno.

Sta a vedere che ora comparirà una voce specifica sul modulo per l’autocertificazione, ma a quel punto che sia specifica al quadrato: indicare autore, titolo, editore del libro che si desidera acquistare, con l’obbligo di presentare riassunto e commento del volume via skype. Scritto no, si scopiazzerebbe ovunque.

Al di là degli scherzi, uno è diffidente, pensa male, ma quante autocertificazioni vedremo con la giusta causa dell’acquisto di un libro? Bisognerà credere a tutti? Perché uno parte con le buone intenzioni, ma poi per strada accadono imprevisti, un temporale, una slogatura, un’amnesia, un’emergenza, che so, un’epidemia.

Posso dire di un conoscente – nemmeno potrei definirlo lettore della domenica, piuttosto lettore bisestile -, che non appena appresa la notizia ha cominciato a indagare su cicli di libri legati tra loro. Scrupoloso, ha pensato di documentarsi, e per motivi a me sconosciuti si è imbattuto in Proust, “Alla ricerca del tempo perduto”, edizione in sette volumi naturalmente. Sette volumi, sette uscite.

Questa mattina mi chiama e, tra il più e il meno e senza badare alle conseguenze, gli dico che “La commedia umana” di Balzac è composto da 137 opere.

Poi non so bene cosa sia successo, deve essere caduta la linea.

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