DONNE MEGLIO DEGLI UOMINI, MAGARI NON TUTTE

di JOHNNY RONCALLI – O capitano mio capitano! O capostazione mio capostazione! Al fronte o lungo i binari, càpitano le cose, cerchiamo di vedere largo e di essere indulgenti.

Uno, il capostazione per l’appunto, si posiziona accorto lungo i binari, scruta gli arrivi e le partenze, con la fiera paletta che danza ormai esperta, volteggia, si alza, si abbassa.

Poi un’epifania. Una vacanza. Sole all’orizzonte, tramonti esotici, alle Canarie ad esempio, palme, cocktail. E che cosa ci faccio io qui, deve aver pensato poi il capostazione nella sua stazione, vedendo oltretutto che i treni parevano scorrere da qua e da là indifferenti alle sue giravolte. E allora perché non chiedere un’aspettativa e provare altro, un tuffo nell’oceano delle opportunità, ora o mai più.

Che bella favola, la vita che chiama, le opportunità, le occasioni. La favola è così sporca che il solo indignarsi è poca cosa. Il capostazione si procura un certificato di malattia, protratto per gli ultimi due anni, che sarà mai, si trasferisce davvero alle Canarie, mette in piedi un bed & breakfast e a quel paese pure la paletta.

Nota a margine: il capostazione è una capostazione, a Roma. Fine primo round.

A far barcollare le virtuose quote rosa contribuisce anche l’accusa di corruzione al capo dipartimento del ministero dell’istruzione, Giovanna Boda, che avrebbe ricevuto ingenti mazzette per favorire un imprenditore, Federico Bianchi di Castelbianco, e gli appalti per i quali intrallazzava.

Tutto ancora da verificare, per carità, ma il rosa appare sempre più shocking, le mazzette si tradurrebbero anche in colf, lifting e auto di lusso, il più banale armamentario della sciura d’alto bordo, rampicante e carrierista. Si vedrà.

E poi lei, Agata Platania, con quel nome, che dal greco agathos vorrebbe e dovrebbe professare nobiltà e gentilezza, come ha potuto ignorare l’ellenico appello e non seguire il richiamo della virtù? Lei, ufficiale giudiziario del tribunale di Alessandria, per vanità e ingordigia, non certo per necessità, ridotta a chiedere i pagamenti rateizzati ai debitori più in difficoltà e quei soldi disperati spargerli privatamente con spregio e frivolezza tra cartomante, estetista e naturalmente vacanze ai Caraibi, la quintessenza dello status symbol arrivista.

Fine del terzo round.

Come si vede, non ci sono vincitori né vinti, e certamente non vi sono vincitrici. Perché l’uomo è uomo, e la donna è uomo, per chi vuol capire, e pazienza se qualcuno ne avrà a male, indispettito dalla desinenza, ma uoma proprio suona male.

Per dire, morale della favola, che è vero che le donne sono migliori degli uomini, ma solo quando lo sono e non per statuto o quota rosa.

L’affermazione rimane in verità ineccepibile, ma è desolante doverlo ricordare.

 

 

 

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