DIVIETO DI CARTA IGIENICA

di ARIO GERVASUTTI – E niente, gli sceriffi ottusi sono sempre dietro l’angolo. Quando meno te l’aspetti, zac! Indossano la guaina di pelle, impugnano la paletta come il vigile Albertone Sordi, e non ce n’è per nessuno.
Ce li ricordiamo bene, durante la prima tranche dell’era Covid, inseguire il runner solitario sugli argini del fiume, circondare con le moto il pellegrino che prendeva il primo sole di aprile in una spiaggia deserta dell’Adriatico, spianare le armi contro il poveraccio che alle 2 di notte portava l’alano nel giardino sotto casa. Implacabili esecutori testamentari del divieto, al di là di ogni raziocinio e buon senso.
Adesso, con il ritorno di fiamma del Covid e soprattutto delle relative ordinanze, è di nuovo il loro momento. Sia chiaro: fanno benissimo a stangare i furbetti, ancor di più gli arroganti. Il concetto ormai è chiaro: si deve stare a casa, e uscire solo se proprio non se ne può fare a meno, osservando tutte le regole di sicurezza. La spesa? Una volta la settimana, e non va confusa con lo shopping. Tutto giusto e condivisibile. Però…

Però si dà il caso che esista anche qualche povero disgraziato che non sa che cosa voglia dire la parola “weekend” perché lavora 6 giorni su 7, e fin quasi a mezzanotte. E costui ha solo un giorno per raccogliere l’indispensabile. Per questo esistono i centri commerciali: così anche chi ha solo la domenica può arrangiarsi per l’essenziale.
E qui entra in scena l’Albertone, che alle sette di sera del sabato si presenta armato di nastro a colori per delimitare le aree dove sono esposte merci non “indispensabili”. La scena è vera, lo testimonia la fotografia qui sopra; accade nel centro commerciale “Le Brentelle” di Padova.
Ora: passi la chiusura dell’area dei televisori, dei telefonini, dei forni microonde. Benissimo impedire l’acceso alle corsie con maglieria, mutande e calze che fanno scintille quando le indossi. Passiamo sopra anche alla blindatura della zona dei libri, quantunque ci sia chi si ostina a ritenere la cultura un bene indispensabile e in molti casi anche urgente.
Ma rendere “area non accessibile su disposizione delle autorità” anche l’angolo della carta igienica, francamente è grottesco.
La carta igienica non è ritenuta indispensabile, evidentemente. I trucchi femminili, lì a cinque metri, sì. Il sushi, anche. Le piante ornamentali, imprescindibili. Perfino i rotoloni di carta da cucina, perché non sia mai che il fritto resti unto. Niente, c’è carta e carta.
L’Albertone di turno sicuramente dirà che si è limitato ad eseguire gli ordini, e chi l’ha mandato lì a sua volta dirà che ha solo fatto applicare la direttiva tal dei tali. Entrambi, e chi sta sopra di loro, dovrebbero invece andare altrove: in un’ “area non accessibile”. Nemmeno su disposizione dell’autorità.

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