D’AMORE E MORTE

Prima notizia. Carlo Fumagalli racconta di aver “perso la testa” quando la sua compagna Romina Vento gli dice di considerare finita la loro storia. Si butta nell’Adda con la macchina sulla quale si trova con la compagna. Lui sa nuotare e si salva. Lei non sa nuotare e annega. È accusato, quindi, di omicidio.

Seconda notizia. Andrea Scutellà e Laura Gedressi, entrambi 36 anni, si sono sposati il 13 aprile. Erano cinque giorni prima che lei, malata di un tumore allo stadio terminale, morisse. Si sono uniti nel giardino dell’Hospice dell’ospedale di Niguarda di Milano, dove lei era ricoverata.

Sono notizie inquietanti, per tanti versi e, per tanti altri, scontate. Le storie amorose più belle sono storie di mondi diversi che si lasciano affascinare proprio perché diversi.

Ci si innamora sempre di ciò che non si è e di ciò che non si ha. Per questo l’amore è – deve essere – una forza capace di avventurose costruzioni: bisogna fabbricare unità in mezzo alle più disparate diversità ed essere capaci di tenerle in piedi, quelle avventurose costruzioni, per tutta la vita. Mica facile. Lo sanno tutti, soprattutto lo sanno gli innamorati della prima ora. Ma lo sanno anche gli innamorati di sempre, anche quelli che sono sposati e sposati felicemente da decenni.

Diciamo in altri termini: l’amore è una fornace dove si avviano le fusioni più impegnative e c’è bisogno di molta, moltissima energia. Solo che la molta energia è sempre pericolosa: può esplodere e far saltare per aria quelli che sono dentro il forno e tutti gli operai che ci lavorano attorno.

Le storie di Carlo e Romina e quella di Andrea e Laura sono due storie di energie esplosive. Carlo riesce a distruggere tutto: la relazione con Viola, la vita di Viola, la sua stessa vita. Sì, perché anche la sua vita, ora che è omicida confesso, è finita. Sarebbe stato meglio, per lui, annegare con Viola. Si è salvato solo per raccogliere la condanna di tutti per quello che ha fatto. Per raccogliere anche la sua stessa condanna: condannato a condannarsi, e per tutta la vita.

Quella di Andrea e Laura, invece, sembra una storia costruita in una opposizione speculare rispetto a quella di Carlo e Romina. Stanno per perdere tutto. Laura è in fin di vita. Quindi Laura se ne andrà, Andrea resterà solo e anche il loro amore finisce. Finisce? La forza di quel bene che si vogliono non si rassegna a quella perdita e non solo si vogliono bene, ma si sposano: si promettono “eterno amore”, proprio sulla soglia della vita. E della morte.

Nel caso di Carlo e Viola, la morte è più forte dell’amore. Nel caso di Andrea e Laura, l’amore è più forte della morte. Sempre di forza di tratta, ma quanto diversa e con quanto diversi e drammatici esiti.

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