COVID, ESAURITE LE SCORTE DEL DISGUSTO

Padrone l’85 per cento degli italiani di illudersi che un vaccino salvi la vita, padrone il 15 di credere che la vita si salvi evitandolo. Ma è anche giusto dire che in questa scelta libertaria dell’Italia, con rinuncia all’obbligo tassativo, si è sviluppata subito una variante no-vax che ormai ha raggiunto livelli spaventosi, livelli per i quali abbiamo esaurito tutte le scorte di serena tolleranza.

Ricapitolando.

Il campione – per modo di dire – della MotoGp Marco Melandri, ora ex, riappare sulla scena con un outing di questo tenore: “Ho preso il Covid apposta, non volevo il vaccino. Il vaccino non serve”. Dopodichè, partecipa con questo contributo all’adunata no-vax di Milano, acclamato da eroe e maestro di vita. E specifica: “Ho deciso di espormi perchè non ho più niente da perdere”. Un nuovo leader del movimento, credono tutti Per primi quelli del movimento. Ma la romantica illusione dura poche ore: travolto dall’ondata social opposta, prende subito il telefonino e gira subito un video Instagram, sgommando in retromarcia come una volta tentava di fare su due ruote: “Era una battuta ironica, mi hanno frainteso”. Certo, si va sul classico: era ironia, nessuno più capisce l’ironia, l’hanno frainteso. Povera gioia.

Mentre mi chiedo che cosa ne penserebbe Fausto Gresini, il pilota di moto morto per Covid a 60 anni dopo una straziante battaglia in ospedale, arrivano altre notizie e altri profili. A Modena una prof pretende di entrare in classe senza mascherina, gli alunni si rifiutano di starci, lei chiama i carabinieri. Per quanto fraintesa, lei alla fine ci rimette: multa e sospensione.

Cambio scena. A Palermo, un’infermiera viene ripresa dalla telecamera segreta mentre svuota la siringa del vaccino – che paghiamo noi come collettività, che potrebbe servire a qualcun altro – dentro la garza, quindi fa il buco finto nel braccio della complice no-vax, per la serie a noi non ci impone niente nessuno, e sempre viva la libertà.

Nel mentre, in giro per siti, ricompare improvvisamente la popolare Angela, quella strappona che nella prima fase Covid si era fatta una sua celebrità andando in giro per la spiaggia di Mondello, a Palermo, dicendo “Coviddi non ce n’è” (successone sui social, e chissà se anche questa è battaglia per l’emancipazione della donna). Tornata per mesi negli anfratti reconditi dell’anonimato, eccola improvvisamente ricomparire con un nuovo proclama, leggermente diverso: “Mio padre è in ospedale col Covid. Il virus c’è, dobbiamo vaccinarci tutti”. Sepolta stavolta di insulti, anche lei corre subito ad iscriversi nel partito dei fraintesi: “Non avete capito, troppa cattiveria, prendete in mano un rosario e pregate”.

Finiamola così, gli esempi bastano. Ogni giorno se ne aggiungono, volendo star dietro alla deriva. E’ tutto per dire che la legge in Italia permette ancora di non vaccinarsi, così s’è deciso, ma che ormai tutto questo c’entra poco. Qui c’è da chiedersi fino a che punto, fino a quando, l’85 per cento di un popolo può sopportare questo osceno spettacolo di ignoranza, di furbizia, di disonestà. La libertà, la vera, impone di questi sforzi. Ma c’è un limite. Siamo già tutti molto provati per altri motivi, non è facile accettare medici e infermieri che buttano i vaccini per fare greenpass falsi, presunti idoli sportivi che straparlano e poi ritrattano frignando, emeriti filosofi che fomentano le battaglie no-vax e poi corrono a farsi la terza dose, popolane che dettano la linea dalla spiaggia, prima di rifarsi le unghie.

Il Covid è già un bel flagello di suo. Caricarci sopra anche questo show quotidiano sta diventando esasperante. Ignorarlo è sempre un’opzione. Ma in questo caso sta diventando impossibile: la variante degenere del no-vax è la più aggressiva, sbuca da tutte le parti. Esaurite le scorte di disgusto. E non esiste speranza di trovare un vaccino.

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