COME LA PREMIATA DITTA LOTITO-DE LAURENTIIS UMILIO’ BONOMI (VOTO UNO)

Colpo di scena: l’uomo capace di presiedere la Confindustria non è adatto a governare la serie A. Bonomi Carlo ha raccolto voti uno, a naso direi quello di Scaroni amico suo del Milan, pur essendo il Bonomi tifoso dell’altra squadra milanese.

Accadono cose belle nel mondo carnevalesco del football italiano. Il fronte Lotito&De Laurentiis ha respinto la candidatura, loro sono presidenti tutti di un pezzo (non aggiungo altro), non accettano di vedersi sotto schiaffo di un Bonomi qualunque, dinanzi al quale, dobbiamo ammetterlo, sono stati stesi tappeti in cachemire dalla stampa tutta, con una riverenza non prevista, considerato che il suddetto non è proprio il massimo della simpatia sul mercato della comunicazione e affinità varie.

Ciò che rende ridicolo il tutto è che comunque il calcio non riesca a mettersi d’accordo mai, nemmeno sull’elettricista da incaricare per il cambio della lampadina nell’ascensore, discutono sulla qualunque, parlano di milioni, accennano alle plusvalenze, però quando arriva lo scontrino del bar baruffano su chi ha preso il cornetto alla crema e chi il latte macchiato.

Roba piccola, dunque, però con la strafottenza tipica degli ignoranti, o simili. C’è un motto dei mafiosi che dice cumannàri è megghiu che ficcàri. Ora i soggetti in questione se la sbrigano sui due fronti, vivono di privilegi e sfoggiano una competenza da tardo impero. Bonomi è stato bruciato come un Casini, un Nordio o una Belloni quirinalizia, ora la coppia Lot-Del proporrà l’uomo della svolta. Bastano undici voti, dieci in più del capo della Confindustria. Dovrebbe dunque trattarsi di uno davvero fenomenale.

Esclusi Draghi e Bergoglio, chi allora?

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