COME FAREMO SENZA ROCCO E IL DIBBA

Già flagellata da prove molto dure, che ormai non è nemmeno più il caso di star qui a elencare, l’Italia si trova in queste ore ad affrontare la più dura di tutte: l’annuncio, praticamente in contemporanea, che due statisti del livello di Rocco Casalino e Alessandro Di Battista rinunciano a correre nelle prossime elezioni del 25 settembre.

Struggenti le spiegazioni. Casalino: “Ho passato notti insonni (come le nostre alla sola idea che potesse finire in Parlamento, ndr), ma alla fine ho capito: il mio passato al Grande Fratello pesa ancora troppo sull’idea che la gente si è fatta di me”.

Quanto al Dibba, inutile aspettarsi un grammo di autocritica: il problema è il solito, lui è un genio e nessuno capisce quanto sia geniale. Con un video girato nell’abitacolo della macchina (non è chiaro se sia rimasto chiuso dentro o se scendere sia fatica al di sopra delle sue facoltà lavorative), così diffonde la ferale decisione: “Basta, ho capito che i 5 Stelle non mi vogliono. Grillo ormai è un padre padrone, io non voglio farmi dominare”.

E’ durissima, per il popolo italiano. Prima ancora di non votarli, si ritrova con la notizia che i due genialoidi escono dalla competizione. Entrambi espressione massima della politica di ultimissima generazione, un bestiario in cui il primo che si alza la mattina può decidere di essere De Gasperi o Gramsci, si sottraggono preventivamente al giudizio popolare. Tutti e due con l’aria di dirci non mi meritate, mi ci avete costretto, adesso sono cavoli vostri.

Effettivamente, adesso tocca a noi trovare il modo di uscirne. Senza Rocco e senza il Dibba, i due giganti del pensiero, rischiamo seriamente di restare senza veri punti di riferimento. Forse è uno dei momenti più bui della Repubblica. Eppure io sento che possiamo farcela,.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.