COME FA GALLERA A RESTARE LI’

Giulio Gallera

di CRISTIANO GATTI – Forse, la frase migliore di questo passaggio storico è quella di Macron. Con l’enfasi pomposa che i francesi maneggiano meglio di chiunque, il presidente ha così commentato il fallimentare inizio della campagna vaccinale: “Non siamo all’altezza del momento”.

Nobile. Giusta. Proprio giusta, come ammissione d’impotenza. Rende subito l’idea dell’abisso che separa l’importanza di questa fase, con l’arrivo del vaccino dopo un anno di preghiere, e la pochezza dei maldestri apparati destinati a siringare salvezza.

Ovviamente Macron parla della sua terra, ma non è che noi italiani possiamo tanto ridergli in faccia. Men che meno possono ridere i lombardi, già di loro disperati per l’assessore responsabile di questa guerra sanitaria, il popolare Gallera. Mentre Macron riconosceva se non altro la propria inadeguatezza, “non siamo all’altezza del momento”, il nostro riusciva soltanto a reagire di stizza: “Non capisco tutta questa polemica: mica posso richiamare i medici dalle ferie per vaccinare la gente”.

E’ davvero tutto quello che gli è riuscito di dire. Salvo aggiungere la solita battuta spaccona da bar Carroccio, “comunque da qui in avanti la Lombardia farà vedere a tutti come si fa”, o giù di lì.

Conoscendo l’indole lombarda, si sarebbe anche tentati di credergli. Se non fosse che il bluff sbruffone è già smascherato da un po’, diciamo sin da marzo, dall’inizio della pandemia. E’ da quei primi passi che la Lombardia a trazione Gallera (per non parlare del suo presidente) colleziona fallimenti, omissioni, confusioni, equivoci e pure battute infelici.

Si era sperato davvero con tanta fede che almeno in questa nuova stagione dei vaccini, la stagione della riscossa, persino Gallera riuscisse a riportare la Lombardia ai vertici dell’efficienza, e con essa della credibilità. Invece siamo qui ad ascoltare spiegazioni grottesche della serie “i medici sono in ferie”.

Sinceramente: noi popolo pensavamo che alla scoperta del vaccino si fermasse il mondo, forza, tutti mobilitati, siringare siringare siringare, giorno e notte, turni continui, casa scuola lavoro, perchè ogni creatura vaccinata, ogni minuto guadagnato, corrispondono a vite salvate. Ma si vede che siamo noi troppo apprensivi, noi popolo ignaro e facilone. Sua sanità l’assessore Gallera è persino infastidito da tanta fretta. E che sarà mai: con calma, osservati i turni delle ferie e i famosi tempi tecnici, prima o poi anche i lombardi saranno vaccinati.

E va bene, nessuna fretta, signor assessore. Se vuole mettersi in ferie anche lei, faccia con comodo. Magari è pure la volta che la situazione si sblocca e la Lombardia la smette di far ridere.

Lei magari non se n’è accorto, o semplicemente finge di non accorgersi di niente, ma persino la Lega che l’ha messa in quel posto (anche se lei ufficialmente è di Forza Italia) non ce la fa più a difenderla, prendendo un chilometro e mezzo di distanze dalle sue parole. In un anno di lavoro si ritrova con il titolo di indifendibile, rilasciato ufficialmente da Salvini: si faccia una domanda e si dia una risposta.

Tra tanti di noi, qui fuori, in fila per il vaccino della salvezza, ne serpeggia una molto elementare: dopo un anno così, come fa a restare ancora lì?

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