CI VOLEVA FARINETTI, IL GURU DEGLI ELETTRODOMESTICI, PER SANTIFICARE IL BIO

Oscar Farinetti, presidente di Eataly, durante il suo intervento all’evento “The future of the Italian food system between innovation, safety and sustainability”, organizzato al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai, ha dichiarato: «Nel futuro, vorrei che il 100% dei prodotti italiani fossero biologici. Se dipendesse da me, dichiarerei obbligatoria l’agricoltura biologica da tre a cinque anni. È possibile”.

E ancora: “Immaginate una conferenza dove il premier Draghi dice che tutta l’Italia è biologica, sarebbe marketing”, “Raddoppieremmo le esportazioni e il turismo. Dobbiamo essere forti su questo concetto. Io propongo che tutta l’Italia diventi biologica. Credo che sia il nostro futuro: biologico e sostenibilità”.

92 minuti di applausi, altro che Fantozzi.

Oscar Farinetti che, per i più sprovveduti, è una sorta di guru dell’agroalimentare italiano, in realtà è un imprenditore che ha iniziato la sua attività contribuendo a sviluppare il supermercato Unieuro, fondato dal padre, fino a farlo diventare una catena di grande distribuzione specializzata nella vendita di elettrodomestici.

Il suo primo approccio con il settore agroalimentare viene segnalato nel 2003 con l’acquisto – e successiva ristrutturazione – del Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano (fonte: Wikipedia).

Dopo aver raggiunto un discreto successo internazionale, decide di vendere Unieuro a Dixons Retail, una compagnia di vendita al dettaglio di elettronica di consumo con sede nel Regno Unito.

Con i soldi ottenuti dalla vendita fonda la catena di distribuzione di alimentari di eccellenza Eataly, che lo porta agli onori del settore agroalimentare italiano.

Dall’alto di questa posizione di ambasciatore (?) del made in Italy, e forte di entrature politiche e campagne mediatiche di certo non ostili, ha iniziato a pontificare e scrivere su tutto l’universo del mondo nostrano del cibo. Dichiarazioni, purtroppo, sempre improntate al “pro domo sua”.

Una delle più famose e memorabili uscite che si ricordano di Farinetti si ebbe in occasione di una puntata dell’agosto 2016 di “In Onda Estate”, trasmissione televisiva di La7, al tempo condotta da David Parenzo e Tommaso Labate. Rispondendo a una domanda dei conduttori sul grano prodotto in Italia, Farinetti spiegò che il grano duro italiano non è una materia prima di alta qualità e che per fare una pasta di alta qualità e per ottenere una semola di alto livello servono caratteristiche di proteine, di glutine, di cenere nel grano duro che purtroppo in Italia è molto difficile ottenere.

Farinetti continuò asserendo che il grano di alta qualità è quello di provenienza americana e canadese. Il Nostro purtroppo confuse la facilità di lavorazione di quest’ultimo, soprattutto per il ciclo industriale della pasta, con la presunta superiorità delle caratteristiche qualitative in generale e del contenuto proteico in particolare.

Farinetti purtroppo dimenticò di segnalare che il grano in Canada matura grazie all’utilizzo indiscriminato di Glifosate, un prodotto agrochimico che diversi tribunali californiani hanno riconosciuto come fattore determinante per l’insorgere del cancro. Che biologico non è…

Lo stesso Farinetti, tempo dopo, ospite di “Deejay chiama Italia”, presentando uno dei suoi innumerevoli libri (è più scrittore o imprenditore..?), parlando di grano e suoi derivati dichiarò: «…per poi arrivare nei secoli a questa meraviglia, la farina bianca», in spregio a tutte le evidenze scientifiche che segnalano la superiorità del consumo di cereali integrali rispetto a quelli raffinati.

Una delle sue ultime intemerate è stata segnalata, condotta insieme al suo sodale Flavio Briatore, in occasione di una visita (con Jet privato) in Sardegna, per manifestare la propria solidarietà e vicinanza ai pastori sardi, che all’epoca riversavano il latte dei loro animali in strada, come estremo gesto di protesta verso una politica che di fatto impediva la prosecuzione delle loro attività.

I nostri paladini presero il solenne impegno di aiutare la diffusione del Pecorino sardo nei vari “Billionaire” dispersi qua e là per il mondo. Purtroppo non si segnalano comande di champagne con annesse candele e pecorino sui tavoli di questi locali.

La recente uscita di Farinetti sul biologico for ever è pienamente condivisibile dal punto di vista della sostenibilità ambientale e sociale, più difficilmente praticabile, in così breve tempo a livello agronomico e industriale.

Ed è confortante, comunque.

Il nostro eroe ha sempre mostrato una spiccata predilezione a farsi gli affari propri, le sue dichiarazioni sono sempre state ispirate dal vento del business, più che da quello delle motivazioni sociali o ambientali. Proprio per questo siamo certi che la strada dell’agricoltura biologica sia quella più promettente in termini di appeal commerciale. Se lo dice persino lui…

 

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