CENTOMILA EURO PER ESSERE FELICI, MA NON LI HO

di JOHNNY RONCALLI – Questo ho scoperto nelle ultime ore: sono infelice. Sì, sono infelice e, a quanto pare, al momento senza alcuna possibilità di non esserlo.

Lo apprendo da Forbes, “il magazine più famoso al mondo su classifiche, cultura economica, leadership imprenditoriale, innovazione e lifestyle”. Non so bene cosa ho scritto tra virgolette, so che fa spavento però, ho messo la felpa anche se il termometro dice che in casa ci sono 26 gradi.

E non ringrazio chi mi ha segnalato la notizia, vorrei vedere, sarei ancora ragionevolmente felice, anche se ignorante. E invece….

“Quanti soldi servono per essere felici? Uno studio conosce la cifra esatta”. “La Purdue University dell’Indiana, negli Stati Uniti, ha calcolato quale ammontare di denaro rende le persone felici, scoprendo che la somma varia a seconda delle latitudini e della cultura di riferimento”.

“Il primo autore della ricerca, pubblicata sul giornale scientifico Nature Human Behavior, è il dottorando Andrew T. Jebb, che ha commentato: “Potrebbe essere sorprendente se paragonato a ciò che vediamo in tv e a quel che ci dicono i pubblicitari, ovvero che non esiste un tetto a quanti soldi servono per essere felici, ma ora ci siamo accorti che esistono delle soglie”. Le somme indicate nel paper degli studiosi sono 95mila dollari (diciamo centomila euro abbondanti e non se ne parli più) per la life evaluation, ovvero il giudizio complessivo sulla propria vita e il proprio successo, e da 60mila a 75mila per l’emotional well-being, il benessere emozionale, quello generato da sentimenti positivi come la gioia e l’appagamento.”

A parte il fatto che leggere nella traduzione italiana espressioni come life evaluation e emotional well-being mi provoca l’orticaria, non bastasse l’infelicità, è comunque tutto illuminante. Finalmente si ragiona con i dati e finalmente capisco perché solidarietà, relazioni, cultura, arte, natura siano passate negli anni in secondo piano. Prima bisogna sistemarsi e sistemare il PIL della felicità personale, bastava dirlo diamine!

Continuo a citare, anche se un po’ inquieto. Ormai è una valanga: infelice, inquieto e con l’orticaria!

“Abbastanza sorprendentemente, Jebb e i suoi hanno notato che una volta che la soglia dei 95mila dollari viene raggiunta, gli aumenti di reddito coincidono con diminuzioni della soddisfazione personale e indicatori di benessere decrescenti. L’ipotesi scientifica è che, arrivati a un certo livello di benessere materiale, i ricchi (o gli arricchiti) si sentano in dovere di paragonarsi a persone ugualmente o più facoltose, e questo accostamento si traduca in uno stato di infelicità.”

A quanto pare a un certo punto subentra il mezzo gaudio, almeno questo potrebbe accomunarmi con gli arricchiti insoddisfatti.

E comunque a un certo punto qualcuno deve aver sporto reclamo. Chi mi segnala questi articoli in fondo deve volermi bene, poco dopo lo stesso Forbes pubblica la seguente notizia: “I soldi non fanno la felicità, uno studio di Harvard spiega perché”.

Così però è un’altalena, finirò con l’uscirne pazzo, finirò con l’aver bisogno di uno psichiatra, se solo me lo potessi permettere…. Misero me, quanta infelicità.

Un pensiero su “CENTOMILA EURO PER ESSERE FELICI, MA NON LI HO

  1. Antonio dice:

    Per me, la felicità è un piatto di scarpinócc, due fette di salame nostrano, prosecco gelato, in compagnia dei migliori amici, (vero Johnny?), se poi ci aggiungi la musica, un libro e qualche passeggiata, cosa si può desiderare di più…

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