CARA MASCHERINA, NON RIESCO A DIRTI ADDIO

di GHERARDO MAGRI – Bye bye, cara mascherina. Comincia il graduale distacco dalla tua presenza, mia fedele compagna di viaggio da oltre un anno e tre mesi. Non è stato facile all’inizio, perché istintivamente non si capiva perché bisognava indossarti. Quanta resistenza e quante domande: l’abbiamo vissuta come una vera costrizione e come un insulto alle nostre libertà, non solo espressive. Più si approfondiva la materia e più i dubbi salivano, soprattutto sulla vera utilità difensiva. Il droplet passa o non passa? Lo faccio per me o per gli altri? A complicarci la vita, poi, sono arrivate le versioni più sofisticate – le famigerate FFP2 e altro – accompagnate da abbondanti spiegazioni degli esperti, che però non ci hanno mai convinti veramente. Ci ha persuaso di più il fenomenale aumento di contagi e di decessi. Lì abbiamo svoltato ed è partita la vera e propria caccia alla mascherina. Per mesi non se ne trovava, il suo prezzo impazzito ha mandato in tilt commissari e utenti, la provenienza d’origine si è fortemente moltiplicata al pari delle infiltrazioni illecite e a scopo di lucro. Non si è potuto più andare avanti senza di te, amica mia, ci siamo arresi.

Allora è subentrata una certa rassegnazione, accompagnata da vera indignazione al cospetto di chi non osava portarti, rigorosamente coprendo bocca e naso. Una mise arabizzante forzata, che ci stava salvando. Ci hai stimolato ad acuire la vista, aiutandoci a scrutare di più e meglio gli occhi e le espressioni degli altri, facendoci diventare più sensibili nel cogliere i messaggi non verbali. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, siamo diventati tutti più psicologi e attenti ascoltatori. Un effetto non trascurabile che ci dovremmo portare dietro anche quando la pandemia sarà finita.

Dietro di te mi sono sentito sicuro, non solo dal virus, ho cercato inconsciamente di tener fuori anche tanti altri problemi. Sei stata la mia coperta di Linus dei giorni più bui. Fa niente se mi hai segnato il viso, irritandomi la pelle, sei entrata di diritto nella mia vita con l’unico scopo di salvarmela. Senza di te non vado da nessuna parte. Anche adesso che mi dicono che non sono più obbligato a portarti all’aperto: un corno, tu sarai sempre con me, magari nel taschino per alcuni istanti, ma io non ti lascerò mai.

Cara mascherina, voglio pubblicamente ringraziarti e scusarmi con te se qualche volta di troppo ti abbiamo odiata, osteggiata e combattuta. Sai, siamo solo umani, non farci caso e continua a proteggerci.

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