CARA INCONTRADA, TI PARLO DA CICCIO

Sono sovrappeso. Da una vita. Ho avuto rari (ma lunghi) periodi di discreta magrezza, con cure appropriate. Significano dieta rigida. Con l’ausilio estemporaneo di medicinali. Mi hanno sempre parlato di disfunzioni infatti (timo, tiroide), peraltro curabili, ma nel mio intimo so bene che se fossi nato in un Paese dove si soffre la fame, queste “disfunzioni” non le avrei avute.

Insomma mi tengo la mia banalissima convinzione che, metabolismo pigro a parte, vizi e ciccia vadano a braccetto. E il vizio è debolezza.

Dunque su questo pianeta dove l’unico essere vivente classista e razzista è l’uomo, non è che mi sia mai venuta grande voglia di ostentare o addirittura difendere la mia opulenza, anzi rigorosamente mi celo indossando camicie nere, ampie giacche e calzoni larghi per camuffare, dissimulare. Acciacchi vari mi hanno nel tempo allontanato dallo sport attivo che amavo e quindi il cedimento è stato ancor meno contenibile.

Quindi ho seguito con curiosità e stupore la libertà solare di Vanessa Incontrada nell’esibire a suo tempo nuove fattezze, nel reclamare il diritto a piacersi, lei già bella (molto brava) e ricca di curve intriganti prima, ora sulla china di una lievitazione incontrollata. Non so che vanto ci sia nel prendere atto di un declino, sicuramente vi alberga appunto il rispettabilissimo diritto ad essere come si vuole, come si crede. Già sapendo in partenza, però, che critiche, prese in giro o addirittura insulti abbonderanno là dove noi stessi offriamo fianchi virgulti. Anche l’ignoranza, la cattiveria, sono grasse.

Le battaglie sociali, di rivendicazione, di contestazione, di ribellione, sono ben altre e di spessore assai più consistente. Quelle individuali hanno comunque senso, logica, in democrazia ammesse, però senza esagerare. Senza sfidare per forza.

Ora in questa seconda fase di abbondanza fisica, in effetti, Vanessa è muta. Il settimanale “Nuovo Tv” le ha riservato una copertina impietosa con una foto che la ritrae in bikini, senza accenni né ironia, ma insomma già la sola immagine di una sex symbol antica e non subito riconoscibile, lascia disorientati. E ha scatenato polemiche feroci sotto traccia di body shaming e dintorni.

La Incontrada non ha preso posizioni pubbliche: ha incassato a Napoli il coro spontaneo della gente che ha intonato “Sei bellissima” quando è salita sul palco con Gigi D’Alessio, con lui si è fatta immortalare davanti a una bella mozzarella, poi è tornata al mare prima di riprendere a girare “Fosca Innocenti”.

La sua risposta, finalmente, è arrivata. Ironica, accattivante, arguta, attraverso una foto postata in queste ore sui suoi profili social: un selfie in palestra, arricchito da smile e la frase “Ma come? Vanessa Incontrada si allena?”

Questo, cara Vanessa, non ci resta che fare: dimagrire. Recuperare un aspetto in cui, piaccia o no agli altri, ci si senta meglio per primi noi, che grassi (lo sai bene) non ci sentiamo del tutto a nostro agio. Sembriamo il simbolo di una resa e invece siamo gente abituata a lottare.

Torneremo a guardare non più XXL ma large o medium, il mondo social dei mentecatti che insulta grassi e troppo magri, nani e spilungoni, bianchi gialli e neri, e riscopriremo quanto stiamo bene con qualche taglia in meno. Potremo testimoniare che sì, in fondo un’altra piccola battaglia l’abbiamo combattuta contro i pregiudizi, ma saremmo stati male comunque. Anche chiusi in casa, senza foto e senza copertine. Perché l’aspetto per una donna, una showgirl emancipata o per un giornalista naïf non sarà così importante, forse, ma io e te sappiamo bene che invece rivela qualcosa, una debolezza cui non sappiamo opporci. Per esempio la rinuncia. E questo non può far stare bene, indipendentemente dal fatto che la gente ci ami lo stesso o ci dileggi.

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