BENVENUTO ADORABILE MUSTAFA’, PICCOLO ITALIANO VERO

E’ sbarcato un nuovo extracomunitario, lui assieme alla sua famiglia. Niente barconi, niente doppifondi nei Tir a lungo chilometraggio. E’ arrivato direttamente in aereo, accolto quasi come un capo di Stato. D’altra parte, nessun immigrato era tanto atteso, in Italia. Mesi fa, l’Italia che non odia a prescindere, l’Italia che sa ancora amare e intenerirsi, l’Italia che conosce la poesia della compassione, aveva davvero ascoltato con le palpitazioni del cuore la storia del piccolo Mustafà.

Eccolo qui tra noi, finalmente. Per chi avesse perso qualche puntata, per chi avesse voglia di ripassarla, un rapido riavvolgimento della storia.

Mustafà al-Nazzal, cinque anni, siriano, nato senza arti per colpa di un bombardamento aereo con armi chimiche in Siria. La famiglia: il padre Munzir, la mamma Zeinab e le due sorelline. La sua foto – titolo “Hardship of life” (la difficoltà della vita) -, che lo ritrae insieme al padre, scattata dal fotografo turco Mehmet Aslan, ha vinto in ottobre il “Siena international photo awards” e ha fatto il giro del mondo. Lo scatto ritrae padre e figlio in un momento di gioco e incredibile serenità, proprio tra loro, che con le nostre metrature e i nostri parametri non avrebbero alcun motivo di sorridere: papà Munzir si appoggia su una stampella, ma innalza verso il cielo suo figlio Mustafa, ridanciano neanche fosse al luna park. Con successivi lanci di agenzia, il mondo apprende l’enormità della faccenda: il padre si chiama Munzer El Nazzal, nel 2006 si trovava nel mercato di Idlib con la moglie, quando una bomba lanciata da un aereo del regime di Damasco esplose poco lontano. Lui perse la gamba, la moglie riuscì a salvarsi. Ma sempre lei, la mamma, Zeinab, durante la guerra civile, quando era incinta proprio di Mustafà, respirò i gas tossici. E gli stessi farmaci presi successivamente hanno portato il feto a sviluppare una condizione rara, la tetraamelia. Mustafà non ha nessuno dei quattro arti. La famiglia siriana è prima fuggita in Turchia e poi si è spostata dalla provincia dell’Hatay alla capitale Ankara. Da qui, lo scatto fotografico e la luce che si riaccende.

La gara di solidarietà partita in Italia e promossa dagli organizzatori del “Siena Photo-Awards” si è rivelata provvidenziale, perchè purtroppo in Turchia non esistono le necessarie protesi elettroniche. Tutto questo è possibile in Italia, grazie alle tecnologie avanzatissime del Centro Protesico di Budrio, in Emilia.

“Grazie Italia”: ora il papà di Mustafà non fa che ripeterlo. Mustafà rotola a modo suo sui tappeti, sorride a tutti, saluta col poco che ha di un braccio appena spuntato, esprimendo una vitalità che si irradia in modo sconvolgente sul mondo pigro e stanco, annoiato e apatico, tutto attorno. Questa famiglia colpita dalla vita e dalla guerra ha l’energia green e rinnovabile, rinnovabile all’infinito, della speranza. Il che, alla lunga, fa sempre la differenza. La forza dannata e mefitica della guerra l’ha messa in ginocchio, la forza tenace e indomabile dell’amore la rimetterà in piedi.

E adesso si ricomincia, in un altro modo. Per quanto brutto e sgangherato sia questo mondo occidentale, certo non il migliore dei mondi possibili, qui se non altro il bambino senza gambe e senza futuro che era Mustafà non ha cittadinanza. Qui crescerà un bambino che avrà come tutti una possibilità, quella che suo padre continua a sognare, andare a scuola per coltivare l’anima e il pensiero, andare al mercato, andare al parco giochi. Non è tutto, ma è quanto basta per riconciliarsi col destino.

Benvenuto magnifico Mustafà. Ti ho visto la prima volta in una foto, poi ti ho visto nella documentazione per la sottoscrizione che abbiamo alimentato, poi ho cominciato a rivederti nei video dell’attesa di una partenza sempre troppo in là, creatura rotolante che non stava ferma un attimo, con l’argento vivo addosso, cosa dico argento, quella vitalità è oro, platino, diamante, è tutta la ricchezza del mondo. Molte volte, pensandoti, mi hai trasmesso per vie misteriose questa tua forza insopprimibile, la forza di una vita che vuole a tutti i costi vivere, a me che per un niente sembra di perderla ogni volta irrimediabilmente.

Benvenuto magnifico Mustafà, grazie meraviglioso Mustafà. Il meglio del made in Italy, il meglio del meglio, ti darà la possibilità di alzarti in verticale, a te che hai finora alloggiato nel mondo sempre in orizzontale, guardando tutto e tutti dal basso in alto. Se il progresso ha un senso, davanti a te possiamo davvero capire che il progresso ha un senso compiuto: avrai le protesi, sarai un italiano fiero di esserlo, dopo averlo tanto voluto, tu e il tuo valoroso papà.

Noi ti daremo tutto questo, ma sarà sempre niente in confronto a quello che ci hai portato tu, senza nemmeno le braccia per portarcelo: la voglia di vivere comunque, sempre, nonostante tutto.

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