AZZERARE ASIA (EFFETTIVAMENTE QUALCOSA S’ERA INTUITO)

Venne la confessione. Purissima e levissima, Aria Maria Vittoria Rossa Argento, in breve Asia Argento, ha ammesso che da un anno vive una vita finalmente sobria, dove l’aggettivo sta per moderata, controllata, direi anche morigerata.

Lei medesima rivela che prima di questi ultimi mesi dodici aveva toccato il fondo usando e abusando di alcol e droghe, tutto ciò le serviva, stando al suo racconto sofferto, “per colmare un vuoto innato dentro di me. Ho provato ad annegare i dispiaceri nell’oblio, ma dopo un po’ hanno imparato a galleggiare”.

In verità altri fenomeni di sobrietà erano apparsi nel periodo tra il 2013 e il 2016 prima di un profondo nero, ritoccando il titolo di un film del padre Dario.

La domanda sorge spontanea: ma durante la fase esistenziale critica e negativa nella quale l’attrice toccò il fondo cercando l’oblio, i suoi metoo erano tutti chiari, trasparenti, veritieri, documentati, oppure annegavano assieme ai dispiaceri?

La questione è delicata, l’argomento non si presta al dibattito, i corsivisti si tengono alla larga, preferiscono il pensiero a distanza e il mormorio o sussurro e non la denuncia pubblica, come si usa per altre vicende.

Ora che ha finalmente riscoperto la sobrietà, Aria Maria Vittoria Rossa in breve Argento Asia, dovrebbe annegare nella lettura di Sant’Agostino. Lui, il santo dottore della Chiesa, disse: “Signore, dammi la castità e la continenza. Ma non subito”.

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