A MANI NUDE CONTRO IL COVID, MA C’E’ UN LIMITE

di TONY DAMASCELLI – Abbiamo il nostro Doctor House o, per i più datati, il nuovo Kildare. Trattasi del bidello della scuola Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, in provincia di Napoli. E’ lui un triage fatto uomo, è lui il vaccino fatto in casa, alla faccia del bicarbonato di sodio, diceva Totò, alla faccia del lettore ottico, al diavolo i virologi e infettivologi televisivi, lui ha abolito l’attrezzo tipo pistola che misura la febbre a distanza e si è ricordato di quello che faceva mammà, una mano sulla fronte, magari ‘a zuppa ‘e latte, caldo assai, e via in classe, siamo uomini o termoscanner?

Storie di un’altra Italia, a qualcuno (Gramellini) mettono tenerezza, a me, personalmente, provocano il rialzo termico, frase tipica dei medici sportivi che non si abbassano a dire febbre. Il bidello rischia il posto, da termometronomo intendo, gli sono state tolte le mansioni, diventerà un caso nazionale, andrà in televisione per spiegare e scusarsi dell’equivoco, non l’ha fatto apposta, voleva agevolare l’ingresso in aula, desiderava togliere l’impiccio psicologico di quello strumento che può sembrare una roulette russa, se parte il colpo, sopra i 37 e 5, sei finito, i figli so piezz e Covid, interverrà l’Asl, quella ormai più famosa del Bethesda Naval Hospital.

Segnalo un fatto positivo: per fortuna il bidello si è limitato a misurare la febbre con il metodo del palmo sulla fronte, perché ci sarebbe un’altra via ma, così all’aperto, in mezzo a tanta gente, no, suvvia, meglio il sistema manuale dell’analogico.

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